
Dal 14 gennaio 2026 (dalle ore 10.00) al 18 febbraio 2026 (ore 18.00) sarà possibile presentare le domande per accedere alle agevolazioni previste dal bando “Accordi per l’Innovazione”.
Le risorse stanziate ammontano a 731 milioni di euro.
L’iniziativa mira a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di “rilevante impatto tecnologico”, realizzati tra imprese, centri di ricerca e amministrazioni pubbliche (Regioni, Province autonome) nell’ambito di specifiche aree d’intervento.
Il bando è rivolto a imprese di qualsiasi dimensione che abbiano almeno due bilanci approvati al momento della domanda, svolgano attività industriale (anche artigiana) e, in alcuni casi, attività di servizi nelle aree specificate.
Possono partecipare anche i centri di ricerca. I progetti devono prevedere spese ammissibili comprese tra 5 e 40 milioni di euro, avere una durata tra 18 e 36 mesi e essere avviati successivamente alla presentazione della domanda.
Le agevolazioni combinano contributi diretti alla spesa e, per le imprese, la possibilità di accedere a un finanziamento agevolato fino al 20% dei costi ammissibili. Le percentuali base sono: 45% per piccole imprese, 35% per medie, 25% per grandi, con possibili maggiorazioni (es. se il progetto coinvolge più imprese, o un’impresa e un organismo di ricerca, o è realizzato in regioni meno sviluppate).
Tra le principali novità introdotte dal DM 4 settembre 2025 vi è la riduzione del numero delle aree di intervento ammissibili (da 16 a 8) e l’inserimento di una riserva per i progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno.
Le FAQ del MIMIT chiariscono alcuni aspetti tecnici: ad esempio, per i soggetti proponenti, la sede rilevante ai fini dell’agevolazione è l’unità operativa in cui si realizza il progetto, non semplicemente la sede legale.
Questo bando si inserisce in un contesto in cui l’Italia cerca di potenziare la capacità di innovazione del tessuto produttivo, aumentare la competitività tecnologica e attrarre investimenti in ricerca e sviluppo. In un momento in cui la trasformazione digitale, le tecnologie abilitanti e la sostenibilità occupano un ruolo centrale nell’agenda economica, strumenti come gli Accordi per l’Innovazione assumono un’importanza strategica.
In aggiunta, la struttura del bando – che richiede progetti di elevata dimensione economica e durata – suggerisce un target orientato verso imprese già consolidate che vogliano fare salti tecnologici significativi.
Nonostante le opportunità, esistono diverse sfide. Il requisito del “due bilanci approvati” può escludere imprese più giovani o meno stabili finanziariamente.
Inoltre, la soglia minima di spesa e la durata (5 milioni euro minimo, 18 mesi minimo) possono limitare la partecipazione di realtà piccole o con progetti di dimensione più modesta.
Un altro punto riguarda i tempi e l’efficacia dei processi: quanto velocemente le domande saranno esaminate, quanto trasparente sarà l’istruttoria “negoziale” e come sarà gestito il monitoraggio e la rendicontazione nei progetti.
Infine, l’efficacia reale del bando dipenderà dalla capacità dei soggetti di mettere in campo collaborazioni, trasferimento tecnologico, e relativi impatti concreti, elementi che spesso in Italia risultano più deboli rispetto ad altri paesi.
Le istanze dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, attraverso la piattaforma indicata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Il procedimento sarà gestito in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), che avrà il compito di valutare la coerenza scientifica e tecnologica dei progetti.
Per le imprese italiane che puntano su innovazione, tecnologia avanzata e collaborazioni ricerca-industria, il bando Accordi per l’Innovazione rappresenta un’occasione significativa. Tuttavia, il successo dipenderà non solo dalla capacità di presentare una domanda forte, ma anche dalla coerenza del progetto, dalla forza della partnership, e dalla capacità di rendere operativi risultati concreti. In un mercato globale in rapida evoluzione, sfruttare strumenti come questo può fare la differenza tra restare fermi e avanzare.
