
Con l’avvio del 2026 è scattata la stagione del decreto Milleproroghe 2026, il tradizionale provvedimento normativo che sposta scadenze legislative e rinvia adempimenti per evitare vuoti normativi e garantire stabilità a imprese, professionisti, pubbliche amministrazioni e contribuenti. Pubblicato come decreto legge n. 200/2025, il testo è stato approvato dalla Camera con 177 voti favorevoli e 93 contrari per la conversione in legge, con il governo che ha posto la questione di fiducia sul disegno di legge di conversione per accelerare l’iter.
Le proroghe introdotte non rappresentano riforme strutturali, ma costituiscono misure di continuità amministrativa e fiscale su un ampio ventaglio di scadenze, aggiornando termini già in scadenza o rinviando nuove disposizioni per evitare criticità operative nei prossimi mesi.
Uno dei settori più toccati dal provvedimento è quello dell’edilizia. Il decreto proroga al 48 mesi i termini per i permessi di costruire, le SCIA e le autorizzazioni paesaggistiche e ambientali per i titoli già formati entro il 31 dicembre 2025, consentendo a imprese e professionisti di completare i lavori senza rischiare la decadenza dei titoli abilitativi.
Sul fronte fiscale, il Milleproroghe contiene proroghe operative e regole transitorie importanti. Tra le novità di rilievo c’è un dietrofront temporaneo sulla disciplina della rettifica della detrazione dell’IVA “per masse” in caso di cambio di regime fiscale, sospendendo l’applicazione della norma finora prevista. Secondo la conversione in legge, la decorrenza dell’abrogazione di quella disciplina è spostata dal 13 dicembre 2025 al 1° gennaio 2027, facendo salve le rettifiche in corso e i comportamenti antecedenti alla legge di conversione. Ciò significa che, fino al 2027, le imprese e i contribuenti possono contare su una disciplina più stabile in sede di passaggio tra regimi d’imposizione IVA, evitando rettifiche “per masse” immediate.
Un’altra proroga riguarda il Fondo di Garanzia per le PMI, che mantiene la sua operatività in forma agevolata fino al 31 dicembre 2026, rafforzando la possibilità delle piccole e medie imprese di accedere al credito. Il decreto rinvia inoltre l’obbligo di sottoscrizione delle polizze contro i rischi catastrofali per micro e piccole imprese, permettendo una maggiore gradualità di adeguamento.
Oltre alle misure fiscali, vengono rinviati numerosi termini per gli adempimenti tributari e per l’entrata in vigore dei testi unici in materia fiscale, posticipandone la decorrenza al 1° gennaio 2027. Restano confermate proroghe anche per la pubblica amministrazione, con l’obiettivo di garantire continuità operativa dei servizi ai cittadini evitando interruzioni dovute a cambiamenti normativi troppo rapidi.
Nel corso dell’iter parlamentare sono stati ammessi vari emendamenti al decreto, alcuni dei quali riguardano ulteriori rinvii o precisazioni tecniche su materie specifiche, mentre l’effettiva convertibilità delle proroghe dipenderà dalla legge di conversione definitiva.
Di seguito una sintesi delle principali novità del Decreto Milleproroghe 2026:
Edilizia e titoli abilitativi
- Proroga fino a 48 mesi per permessi di costruire, SCIA e autorizzazioni paesaggistiche/ambientali formati entro il 31 dicembre 2025.
- Più tempo per avviare e completare interventi senza rischio di decadenza dei titoli.
Fondo di Garanzia PMI
- Estensione fino al 31 dicembre 2026 del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese con condizioni agevolate per l’accesso al credito.
Polizze catastrofali
- Rinvio dell’obbligo per micro e piccole imprese di stipulare coperture assicurative contro eventi catastrofali.
Proroghe fiscali
- Slittamento di alcuni adempimenti tributari e rinvii collegati ai testi unici fiscali.
- Possibili modifiche e integrazioni introdotte in sede di conversione parlamentare.
Pubblica amministrazione
- Proroghe su termini organizzativi e amministrativi per garantire continuità operativa di enti e servizi pubblici.
Altri settori
- Rinvii e deroghe in ambito scuola, sanità e concorsi pubblici (misure tipiche del Milleproroghe per evitare vuoti normativi).
