Nel 2029 in Italia serviranno 2,2 milioni di lavoratori domestici, è quanto evidenzia il rapporto Family (Net) Work 2026 del centro studi e ricerche IDOS, commissionato da Assindatcolf.

Secondo i dati e le previsioni, i prossimi tre anni vedranno una domanda sempre crescente di colf & badanti a causa dell’invecchiamento della popolazione italiana e si registrerà un aumento di circa 122 mila unità di lavoratori domestici rispetto alla situazione attale, in particolare ci saranno:

  • 1,068 milioni di badanti;
  • 1,144 milioni di colf.

Che saranno così ripartiti:

  • 7 mila 440 lavoratori italiani;
  • 24 mila lavoratori stranieri extra UE;
  • 9 mila lavoratori stranieri comunitari.

Le criticità che emergono dal report sono sostanzialmente due.

La prima si riferisce all’ ingresso in Italia dei lavoratori domestici stranieri non comunitari, dalle stime emergerebbe infatti che il 69% di colf & badanti sarà cittadino straniero proveniente dai Paesi extra – UE, ad oggi il decreto flussi che ha validità fino al 2028 ha previsto l’entrata di 16 mila lavoratori domestici per ogni anno, determinando così un ammanco di 8 mila posti di lavoro domestico rispetto alle previsioni per coprire il fabbisogno delle famiglie italiane di cura e assistenza.

La seconda criticità si riferisce all’età media dei lavoratori domestici che è sempre più alta, in particolare, secondo gli ultimi dati raccolti che si riferiscono al 2024, l’11% di colf & badanti è un lavoratore straniero over 65, segnale che anche questo settore è caratterizzato da un invecchiamento della forza lavoro e da uno scarso ricambio generazionale.

Lavoro domestico: nel 2029 serviranno 2.2 milioni di colf & badanti secondo il rapporto family (net) work
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