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		<title>Dl infrastrutture, via libera in CdM</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 14:27:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 24 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge introduce disposizioni urgenti per le infrastrutture e gli investimenti di interesse strategico finalizzati al raggiungimento degli obiettivi Net Zero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2024/06/25/dl-infrastrutture-via-libera-in-cdm/">Dl infrastrutture, via libera in CdM</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<p style="text-align: justify;">Lunedì 24 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge introduce disposizioni urgenti per le infrastrutture e gli investimenti di interesse strategico finalizzati al raggiungimento degli obiettivi Net Zero.</p>
<p style="text-align: justify;"> All’interno del provvedimento sono contenute misure che incidono in modo diretto sulla politica energetica nazionale, come la norma per ridefinire l’assetto di governance in tema di stoccaggio della CO2, o quella relativa agli interventi infrastrutturali nel settore idrico e stradale.</p>
<p style="text-align: justify;">Data la vastità degli interventi previsti, per licenziare il decreto si è resa necessaria una task force interministeriale che ha visto coinvolti il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, il ministro della giustizia Carlo Nordio, il ministro dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani e il ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, il testo introduce norme volte a:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>disciplinare l’aggiornamento dei piani economico finanziari delle concessioni autostradali;</li>
<li>razionalizzare i compiti e le funzioni attribuite ai commissari straordinari e ridurne il numero, in un’ottica di efficientamento e utilizzo delle risorse disponibili;</li>
<li>dare nuovo impulso alla realizzazione e al completamento di opere rientranti nella rete centrale della rete transeuropea dei trasporti;</li>
<li>garantire la realizzazione o il completamento di interventi infrastrutturali nel settore stradale e idrico, di quelli necessari al potenziamento delle ferrovie regionali e allo sviluppo dei sistemi di trasporto rapido di massa.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il decreto prevede misure per garantire il finanziamento e lo sviluppo di investimenti strategici, sia in ambito nazionale sia con particolare riguardo al continente africano, per l&#8217;attuazione del Piano Mattei e l&#8217;internalizzazione delle imprese italiane. In tal senso è particolarmente rilevante l’art.10 che dispone, tra l’altro, che Cassa depositi e prestiti sia autorizzata a concedere finanziamenti sotto qualsiasi forma.</p>
<p style="text-align: justify;">Per sostenere economicamente le imprese italiane nella realizzazione di interventi in Paesi non aderenti all’Unione Europea, si prevede un incremento di 150 milioni di euro, per l’anno 2024, del fondo rotativo 394/81 gestito dalla SIMEST S.p.a. destinato ad operazioni di venture capital. In particolare, per le iniziative riguardanti il Continente africano proposte da imprese localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, che presentino domanda di finanziamento agevolato, si prevede l’incremento della quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 20% dell’intervento complessivo concesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, al fine di assicurare l’implementazione della direttiva 2009/31/CE sullo stoccaggio geologico della CO2, viene istituito e incardinato al Ministero dell’Ambiente, un Comitato Ccs composto da cinque membri con diritto di voto. Il provvedimento dispone, infatti, l’istituzione del Comitato quale “organo collegiale”, all’interno del quale sarà predisposta una segreteria tecnica Ccs di undici membri, compreso il coordinatore, nominati con decreto Mase.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, in materia di sport, allo scopo di tutelare i vivai giovanili e i relativi investimenti operati dalle associazioni e società sportive, si proroga di un anno (dal 1° luglio 2024 al 1° luglio 2025) il termine entro cui il vincolo sportivo è abolito per i tesseramenti che costituiscono rinnovi di precedenti tesseramenti senza soluzione di continuità. Si proroga poi di un anno (dal 1° luglio 2024 al 1° luglio 2025) il termine per l&#8217;abolizione del vincolo sportivo previsto dalla Federazione sportiva nazionale o dalla Disciplina sportiva associata che non abbiano adottato i regolamenti relativi al riconoscimento del premio di formazione tecnica in caso di primo contratto di lavoro sportivo entro il 31 dicembre 2023.</p>
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		<title>Parte il meccanismo pilota per un mercato Ue dell’idrogeno</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 14:27:06 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full is-style-default"><img decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/mercato-H2-art.png" alt="" class="wp-image-10694" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/mercato-H2-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/mercato-H2-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/mercato-H2-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/mercato-H2-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">La Commissione europea ha deciso di sostenere lo sviluppo del mercato europeo dell&#8217;idrogeno avviando i lavori su un meccanismo pilota creato nell&#8217;ambito del pacchetto sui gas decarbonizzati e l&#8217;idrogeno di recente adozione che mira ad accelerare gli investimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piano resterà in vigore per cinque anni, farà parte della Banca europea dell’idrogeno e raccoglierà, elaborerà e darà accesso alle informazioni sulla domanda e sull’offerta di idrogeno e derivati rinnovabili, a basse emissioni di carbonio, consentendo agli acquirenti europei di confrontarsi con fornitori sia europei che extra Unione.</p>
<p style="text-align: justify;">È stata avviata inoltre una procedura di appalto per trovare un fornitore di servizi che sviluppi una piattaforma informatica per il funzionamento del meccanismo pilota. La Commissione prevede di firmare un contratto entro la fine di quest&#8217;anno, in modo che possa entrare in funzione entro la metà del 2025.</p>
<p style="text-align: justify;">“Facilitando l’incontro tra fornitori e consumatori, contribuiremo in modo decisivo ad accelerare lo sviluppo del nascente settore europeo dell’idrogeno. Allo stesso tempo, continuiamo a compiere passi ambiziosi per sfruttare al massimo il peso politico ed economico dell’Europa attraverso l’acquisto congiunto di risorse strategiche”, ha sottolineato il vicepresidente della Commissione europea, responsabile per il Green deal europeo, Maros Sefcovic.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione ha ricordato che in Europa sono già in fase di costruzione i primi elettrolizzatori su larga scala e che sono stati firmati i primi accordi di off-take. Secondo Palazzo Berlaymont, migliorare la visibilità della domanda tra fornitori e consumatori contribuirà ad accelerare le decisioni finali di investimento in Europa e a garantire accordi di off-take.</p>
<p style="text-align: justify;">“L’idrogeno svolgerà un ruolo importante nel conseguimento degli obiettivi del Green deal, nell’eliminazione graduale dei combustibili fossili russi e nel sostegno alla decarbonizzazione e alla competitività dell’industria europea”, ha evidenziato la Commissione. In un contesto più ampio, quindi, il meccanismo pilota per l’idrogeno fa parte dei lavori in corso della Commissione per istituire una piattaforma europea multiprodotto per l’acquisto congiunto di materie prime strategiche che, in futuro, potrebbero riguardare quelle strategiche.</p>
<p style="text-align: justify;">“Questo nuovo meccanismo svolgerà un ruolo fondamentale nel dare impulso a un mercato europeo dell’idrogeno funzionante. Vi sono ancora troppi progetti che si orientano verso le decisioni finali di investimento e troppi acquirenti che sottoscrivono contratti per passare all’idrogeno. Questo meccanismo ci aiuterà a comprendere meglio e a individuare dove stanno emergendo domanda e offerta di idrogeno”, ha commentato la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson. “Le informazioni che saranno disponibili ci aiuteranno a creare ponti tra gli off-taker europei e i fornitori di idrogeno sia all’interno che all’esterno dell’Ue, preparando il terreno per future aste nell’ambito della Banca europea dell’idrogeno. Ci consentirà inoltre di orientare la pianificazione e lo sviluppo delle necessarie infrastrutture di trasporto attraverso progetti di comune interesse europeo e il relativo finanziamento attraverso il meccanismo dell’Ue per collegare l’Europa per l’energia”, ha puntualizzato Simson.</p>
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		<title>Critical Raw Materials Act, garantire l’indipendenza dell’UE</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2024 15:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva il “Critical Raw Materials Act”, il Regolamento che istituisce un quadro finalizzato a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2024/05/23/critical-raw-materials-act-garantire-lindipendenza-dellue/">Critical Raw Materials Act, garantire l’indipendenza dell’UE</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full is-style-default"><img decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/critical-art.png" alt="" class="wp-image-10647" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/critical-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/critical-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/critical-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/critical-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva il “Critical Raw Materials Act”, il Regolamento che istituisce un quadro finalizzato a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche. Il prossimo passo sarà quello dell’approvazione da parte del Consiglio dell’Ue e, da ultimo, la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa normativa l’Unione punta a ridurre la dipendenza dell’Ue dalle importazioni da singoli Paesi fornitori, ponendo le basi dell’autonomia strategica dell’Europa. L’obiettivo è quello di rafforzare le capacità dell’Ue lungo tutte le fasi della catena del valore ed aumentare le resilienze nazionali riducendo le dipendenze e promuovendo la sostenibilità e la circolarità della catena di approvvigionamento strategica delle materie prime.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente l’Ue dipende fortemente dalle importazioni di materie prime critiche dai Paesi extra europei e tale dipendenza, unita alla crescente domanda mondiale dovuta al passaggio ad un’economia digitale, rende vulnerabili le catene di approvvigionamento. Basti pensare che il 98% del boro impiegato dall’Ue nella produzione di energia eolica è fornito dalla Turchia, mentre il 63% di cobalto mondiale, utilizzato nelle batterie, viene estratto nella Repubblica democratica del Congo. Ma la parte del leone spetta alla Cina che fornisce all’Ue il 97% di magnesio e, al resto del mondo, il 100% delle terre rare utilizzate per i magneti. Il commercio internazionale è pertanto essenziale per sostenere la produzione mondiale e garantire la diversificazione dell’approvvigionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Regolamento definisce un elenco di 34 materie prime critiche, di cui 17 considerate strategiche. Rispetto al testo iniziale presentato dalla Commissione, tra queste ultime, è stato aggiunto l’alluminio, elemento di importanza chiave per il nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">I traguardi che il Regolamento si propone di raggiungere entro il 2030 sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>il 10% delle materie prime critiche consumate annualmente nell’UE dovrà essere estratto in Europa;</li>
<li>almeno il 40% del consumo annuo dovrà riguardare materie prime critiche raffinate e trasformate in Europa;</li>
<li>almeno il 25% del consumo annuo di materie prime critiche dovrà essere soddisfatto dal riciclo interno. Qui, il parlamento UE è nuovamente intervenuto alzando il target iniziale del 15% proposto dalla commissione;</li>
<li>non più del 65% del fabbisogno annuo dell’UE di ciascuna materia prima strategica, in qualsiasi fase della lavorazione, dovrà essere coperto da un unico Paese terzo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sono tuttavia previste delle eccezioni per i Paesi con i quali l’Ue siglerà dei partenariati strategici.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il raggiungimento dei risultati entro il 2030, il Regolamento ha definito quattro pilastri. </p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><u>Sviluppo delle capacità europee</u>: l’Ue deve rafforzare la sua catena di valore delle materie prime, dall’estrazione alla raffinazione, fino alla trasformazione e al riciclaggio.</li>
<li><u>Miglioramento della resilienza:</u> questo pilastro punta a migliorare la capacità dell’Ue di resistere alle perturbazioni della catena di approvvigionamento.</li>
<li><u>Investimenti in ricerca e innovazione:</u> l’Ue rafforzerà l’adozione e la diffusione di tecnologie pionieristiche nelle materie prime critiche e cercherà partenariati vantaggiosi e su larga scala con i mercati emergenti intensificando le azioni commerciali.</li>
<li><u>Incentivazione delle materie prime critiche verso un’economia più sostenibile e circolare:</u> occorre promuovere il riciclaggio delle materie prime e rendere possibile un mercato secondario forte incoraggiando il recupero delle materie prime critiche dalle strutture di deposito dei rifiuti di estrazione ed intensificando gli sforzi per attenuare gli effetti negativi in materia di diritti dei lavoratori, diritti umani e tutela dell’ambiente.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Dopo 18 mesi dall’entrata in vigore del Regolamento, la Commissione è tenuta a presentare una relazione sul consumo stimato di ciascuna materia prima critica per i successivi 30 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “Critical Raw Materials Act” stabilisce, inoltre, delle norme volte a garantire tempi rapidi e certi per i seguenti progetti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>al massimo 27 mesi per i progetti geo-minerari di estrazione che consentano l’autorizzazione e l’apertura delle miniere;</li>
<li>15 mesi per la realizzazione di progetti per la trasformazione ed il riciclaggio.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le grandi imprese, esposte a carenze di materie prime strategiche da utilizzare in processi di alta tecnologia, dovranno effettuare una valutazione periodica dei rischi relativi alla loro catena di approvvigionamento di materie prime critiche, nella quale siano indicati la provenienza delle materie, i fattori che possono incidere sul loro approvvigionamento e le vulnerabilità alle perturbazioni dell’approvvigionamento stesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2024/05/23/critical-raw-materials-act-garantire-lindipendenza-dellue/">Critical Raw Materials Act, garantire l’indipendenza dell’UE</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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		<title>Via libera dall’UE agli aiuti per sostenere la produzione di biometano italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 14:46:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime nazionale, messo a disposizione attraverso il PNRR, inteso a sostenere la costruzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2022/08/09/via-libera-dallue-agli-aiuti-per-sostenere-la-produzione-di-biometano-italiano/">Via libera dall’UE agli aiuti per sostenere la produzione di biometano italiano</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/08/biometano-art.png" alt="" class="wp-image-7722" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/08/biometano-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/08/biometano-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/08/biometano-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/08/biometano-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un regime nazionale, messo a disposizione attraverso il PNRR, inteso a sostenere la costruzione e la gestione di impianti di produzione di biometano nuovi o convertiti. La misura rientra nella strategia dell’Italia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare la sua quota di energie rinnovabili. Il regime contribuirà inoltre agli obiettivi del piano REPowerEU di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi e di portare avanti rapidamente la transizione verde.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sostiene Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, “il regime di aiuti italiano promuoverà la produzione dell’UE di biometano sostenibile da utilizzare nei settori dei trasporti e del riscaldamento, in linea con il piano REPowerEU. La misura di aiuto italiana aiuterà l’Italia a conseguire i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni, a ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili russi e a migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas, limitando nel contempo le possibili distorsioni della concorrenza.”</p>
<p style="text-align: justify;">Il regime notificato dall’Italia, in essere fino al 30 giugno 2026, sarà parzialmente finanziato con il dispositivo per la ripresa e la resilienza, a seguito della valutazione positiva, effettuata dalla Commissione e adottata dal Consiglio, del piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per poter beneficiare di un aiuto nell’ambito del regime, la produzione di biometano deve essere conforme ai requisiti stabiliti nella direttiva dell’UE sulle energie rinnovabili. Affinché il biometano sia utilizzato specificamente nel settore dei trasporti, solo la produzione di biometano avanzato, il carburante più sostenibile e rispettoso dell’ambiente, sarà ammissibile agli aiuti per aiutare l’UE a conseguire i suoi obiettivi in materia di clima ed energia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aiuto sarà concesso cumulativamente sotto forma di:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>sovvenzioni agli investimenti, con un bilancio totale di 1,7 miliardi di €, che saranno versati a tutti i progetti finanziati al termine della fase di costruzione. L’importo dell’aiuto per progetto coprirà fino al 40% dei costi di investimento ammissibili;</li>
<li>tariffe di incentivazione, con un bilancio stimato di 2,8 miliardi di €, da pagare durante la fase operativa dei progetti, per un periodo di 15 anni. Le tariffe di incentivazione, espresse in EUR/MWh, saranno determinate in una gara d’appalto competitiva secondo il principio dell’offerta a pagamento. Il sostegno coprirà la differenza tra le tariffe di incentivazione e l’evoluzione dei prezzi del gas e sarà erogato su base mensile. In caso di aumenti elevati del prezzo del gas, è in atto un meccanismo di recupero che consente il rimborso di qualsiasi importo superiore alle tariffe di incentivazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I progetti saranno selezionati mediante una procedura di gara trasparente e non discriminatoria, in cui i beneficiari concorreranno per l’importo più basso della tariffa di incentivazione necessaria per la realizzazione di un singolo progetto. Il primo invito a presentare progetti inizierà a partire dal 2022. Al fine di beneficiare dei finanziamenti attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, la costruzione o la trasformazione di impianti di produzione di biometano devono essere completate entro il 30 giugno 2026.</p>
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