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	<title>export Archivi - AsNALI</title>
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		<title>Export Made in Italy: al via la “Misura India” di SIMEST</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 14:53:14 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2025/08/07/export-made-in-italy-al-via-la-misura-india-di-simest/">Export Made in Italy: al via la “Misura India” di SIMEST</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/08/simest-india-art.png" alt="" class="wp-image-12164" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/08/simest-india-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/08/simest-india-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/08/simest-india-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/08/simest-india-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">In un momento in cui l’economia globale è attraversata da forti tensioni geopolitiche e commerciali, l’Italia risponde con una strategia concreta di rafforzamento dell’export verso nuovi mercati emergenti. È in questo contesto che nasce la “Misura India”, una nuova iniziativa lanciata dal Governo italiano attraverso SIMEST, con l’obiettivo di sostenere le imprese nazionali nei loro progetti di internazionalizzazione verso il subcontinente asiatico.</p>
<p style="text-align: justify;">A fare da cornice all’operazione è il Piano Mattei, che definisce le direttrici strategiche per rilanciare il ruolo dell’Italia nello scacchiere globale, con particolare attenzione alle relazioni economiche con il Sud globale. La misura si inserisce inoltre nel più ampio impianto del Fondo 394, uno degli strumenti più consolidati per sostenere l’internazionalizzazione delle PMI italiane, gestito da SIMEST in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il target è chiaro: potenziare la presenza del Made in Italy in India, un mercato dinamico, in forte crescita, e sempre più centrale negli equilibri economici mondiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pacchetto finanziario complessivo è tutt’altro che marginale: 500 milioni di euro, stanziati per agevolare l’accesso delle imprese italiane al mercato indiano attraverso un mix di strumenti finanziari agevolati e soluzioni di export finance.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio, le risorse sono così suddivise:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>200 milioni di euro saranno destinati a finanziamenti agevolati direttamente rivolti alle imprese, con condizioni estremamente vantaggiose.</li>
<li>i restanti 300 milioni di euro serviranno a potenziare gli strumenti di export finance, ovvero garanzie, coperture assicurative e prestiti specifici per facilitare l’accesso al credito e la realizzazione di contratti commerciali con controparti indiane.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questa doppia leva permetterà di coprire un ampio spettro di esigenze: dalla promozione commerciale alla partecipazione a fiere, fino al consolidamento di filiere produttive e logistiche tra Italia e India.</p>
<p style="text-align: justify;">La misura prevede due canali principali di intervento, costruiti per accompagnare le aziende lungo tutte le fasi del percorso di penetrazione del mercato:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong>Finanziamenti agevolati</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di prestiti a tasso calmierato, con un interesse massimo fissato allo 0,60% annuo, una delle condizioni più favorevoli oggi disponibili sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">La durata è prevista in sei anni, di cui:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>due anni di pre-ammortamento;</li>
<li>quattro anni per la restituzione del capitale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questo strumento è particolarmente indicato per chi intende finanziare spese di marketing, creazione di sedi o joint venture locali, assunzione di personale, studi di fattibilità, e così via.</p>
<ol style="text-align: justify;" start="2">
<li><strong>Export finance agevolata</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai prestiti, le imprese potranno accedere a garanzie e strumenti assicurativi pubblici, volti a proteggere e facilitare l’esportazione di beni e servizi in India. Questa linea è rivolta soprattutto alle aziende con commesse importanti già avviate o in fase di negoziazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La delibera ufficiale della “Misura India” è stata approvata il 7 maggio 2025 dal Comitato Agevolazioni del MAECI (Ministero degli Esteri), dopo un primo annuncio istituzionale avvenuto durante la missione governativa a New Delhi l’11 aprile dello stesso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il via libera operativo è stato reso possibile dalla conversione in legge del Decreto Economia (DL 95/2025), approvata entro il 31 luglio 2025.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, SIMEST ha annunciato che il portale dedicato sarà attivo dal 16 settembre 2025, ore 09:00, per la presentazione delle domande online. Le imprese interessate potranno candidarsi utilizzando la procedura per il progetto di “Affiancamento strategico per il mercato indiano”.</p>
<p style="text-align: justify;">La circolare attuativa che disciplina in dettaglio le condizioni, i requisiti e le modalità di accesso sarà pubblicata entro la fine dell’estate, in tempo utile per l’apertura ufficiale dello sportello.</p>
<p style="text-align: justify;">La “Misura India” è rivolta in via prioritaria alle PMI italiane, ma è aperta anche a startup, PMI innovative e imprese più strutturate, a condizione che abbiano progetti di internazionalizzazione attivi o in fase di avvio in India.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono ammissibili:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Imprese con commesse o attività commerciali in India;</li>
<li>Aziende che esportano verso l’India o si approvvigionano da fornitori locali;</li>
<li>Società italiane fornitrici stabili di imprese già presenti in India (ad esempio, multinazionali o joint venture);</li>
<li>Imprese che abbiano un elevato profilo ESG (Environmental, Social and Governance);</li>
<li>Aziende con sede o stabilimenti nel Mezzogiorno, in ottica di riequilibrio territoriale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’India è oggi una delle economie a più rapida crescita al mondo. Con un PIL che si espande a ritmi superiori al 6% annuo e una classe media in forte espansione, il Paese rappresenta una piazza strategica per molte filiere produttive italiane: dalla meccanica alla moda, dall’agroalimentare alla farmaceutica.</p>
<p style="text-align: justify;">La “Misura India” si propone di ridurre il rischio operativo e finanziario legato all’ingresso in questo mercato, offrendo strumenti concreti a supporto delle nostre imprese in un contesto globale in cui la diversificazione geografica è sempre più cruciale.</p>


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		<title>Agroalimentare, Ismea: nel primo trimestre 2025 valore aggiunto agricolo in crescita del 1,5%</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 14:29:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’agroalimentare italiano apre il 2025 con segnali di tenuta e ripresa. Secondo quanto emerge dal nuovo numero del report AgriMercati pubblicato da Ismea, il valore aggiunto agricolo nel primo trimestre</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2025/07/15/agroalimentare-ismea-nel-primo-trimestre-2025-valore-aggiunto-agricolo-in-crescita-del-15/">Agroalimentare, Ismea: nel primo trimestre 2025 valore aggiunto agricolo in crescita del 1,5%</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/07/ismea-export-art.png" alt="" class="wp-image-12066" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/07/ismea-export-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/07/ismea-export-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/07/ismea-export-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/07/ismea-export-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">L’agroalimentare italiano apre il 2025 con segnali di tenuta e ripresa. Secondo quanto emerge dal nuovo numero del report AgriMercati pubblicato da Ismea, il valore aggiunto agricolo nel primo trimestre 2025 ha registrato un aumento congiunturale dell’1,5% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, su base tendenziale – ovvero rispetto allo stesso periodo del 2024 – il dato risulta stazionario, non segnando variazioni significative.</p>
<p style="text-align: justify;">Un risultato che, sebbene ancora prudente, consolida il percorso di risalita del comparto agricolo dopo un biennio complesso, segnato nel 2023 da eventi climatici estremi come le alluvioni nel Nord Italia, che causarono danni stimati in oltre un miliardo di euro e una contrazione del valore aggiunto del -5,3%. Il recupero avviato nel 2024 (+2%) sembra quindi proseguire, anche se i livelli pre-crisi non sono ancora pienamente recuperati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel periodo gennaio-marzo 2025, Ismea segnala anche una crescita dell’indice dei prezzi agricoli alla produzione del 2,3% su base annua. Il principale traino di questo incremento arriva dal comparto zootecnico, confermando un contesto di mercato in lieve miglioramento per le imprese agricole. &#8220;Un segnale incoraggiante per le aziende del settore – sottolinea Ismea – che riflette un progressivo rafforzamento della domanda e delle condizioni di vendita&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte dell’industria alimentare, i dati rivelano un’espansione dell’1,6% nella produzione, a testimonianza del dinamismo dell’intera filiera agroalimentare, che beneficia di una domanda solida sia sul mercato interno sia all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente rilevante la performance dell’export agroalimentare, che nel primo trimestre ha fatto segnare un balzo del 6% su base annua, superando per la prima volta la soglia dei 18 miliardi di euro. Tra i comparti protagonisti di questa crescita figurano formaggi, vino e caffè, prodotti simbolo del Made in Italy, sempre più apprezzati nei mercati internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i consumi interni mostrano segnali positivi: la spesa alimentare delle famiglie italiane è aumentata del 3,8% nei primi tre mesi dell’anno, con un incremento nei volumi d’acquisto in settori strategici come carne, pesce, latticini, frutta e verdura. &#8220;Un segnale significativo – rileva Ismea – che evidenzia come i consumatori continuino a premiare la qualità, la tracciabilità e l’origine nazionale dei prodotti, anche in un contesto ancora influenzato dall’inflazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Cresce anche la fiducia tra gli operatori del comparto: il 21% degli agricoltori si aspetta un miglioramento dell’attività aziendale nel secondo trimestre del 2025, mentre oltre il 50% delle imprese dell’industria alimentare prevede un aumento delle vendite. Un quadro che conferma un sentiment positivo, sostenuto da politiche pubbliche di sostegno e da un mercato in progressivo riequilibrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore generale di Ismea, Sergio Marchi, ha commentato: “I dati del primo trimestre 2025 confermano la resilienza e la capacità di adattamento del sistema agroalimentare italiano. Attraverso il report AgriMercati, Ismea continua a fornire uno strumento di analisi puntuale, a supporto delle scelte strategiche di imprese e istituzioni”.</p>
<p style="text-align: justify;">A fare eco, anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha dichiarato: “I risultati presentati da Ismea dimostrano che le politiche agricole stanno producendo effetti concreti, accompagnando il settore in un percorso di modernizzazione e rilancio. L’agroalimentare italiano mostra segnali chiari di solidità e dinamismo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro ha poi ricordato come il Governo Meloni abbia stanziato oltre 11 miliardi di euro per il comparto, al fine di rafforzare le filiere produttive, sostenere la competitività delle imprese e tutelare il reddito degli agricoltori. “Un segnale importante che testimonia la capacità del settore di reagire, investire e crescere, anche in un contesto economico internazionale instabile”, ha concluso Lollobrigida.</p>
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		<title>Dal Simest finanziamenti per le imprese che investono in America Latina</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 16:27:59 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/03/simest-art.png" alt="" class="wp-image-11606" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/03/simest-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/03/simest-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/03/simest-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2025/03/simest-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">Pubblicata sul sito di Simest la circolare 1/394/2025 che disciplina la nuova linea “Competitività delle filiere italiane in America centrale o meridionale”, l’agevolazione finalizzata a sostenere le imprese che intendono realizzare investimenti produttivi o commerciali, di rafforzamento patrimoniale, per l’innovazione tecnologica, digitale, ecologica e per la formazione del personale in America centrale o meridionale.</p>
<p style="text-align: justify;">A far data dal giorno 25 marzo 2025, possono presentare domanda le imprese di tutte le dimensioni, con almeno due bilanci depositati e che soddisfano uno dei due seguenti requisiti: </p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>presentano un Piano di Investimenti e si impegnano ad effettuare investimenti per almeno il 30% dell’importo ammissibile rendicontato in America centrale o meridionale in conformità con il Piano di investimenti;</li>
<li>hanno un Fatturato export pari ad almeno il 5% come risultante da ultimo bilancio;</li>
<li>hanno almeno il 10% di fatturato totale, come risultante dall’ultimo Bilancio, derivante da comprovate operazioni di fornitura verso una o più imprese italiane che hanno un Fatturato Export pari ad almeno il 5%.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo della misura è quella di sostenere la realizzazione di investimenti produttivi o commerciali, investimenti per il rafforzamento patrimoniale, nonché investimenti per innovazione tecnologica, digitale, ecologica e investimenti per la formazione del personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono ammesse le seguenti tipologie di spesa da sostenere, fatturare a pagare dopo la data di ricezione del CUP:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Almeno il 60% dell’Intervento Agevolativo per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale e risultanti da nell’attivo patrimoniale alle voci immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie;</li>
<li>Fino al 40% dell’Intervento Agevolativo spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti, tra cui spese per la formazione professionale, spese per l’affitto e per l’allestimento di una struttura, spese propedeutiche all’inserimento in azienda del personale locale formato o da formare, spese promozionali, spese per l’ottenimento di certificazioni, omologazioni di prodotto, brevetti e spese finalizzate all’instaurazione di un contratto di apprendistato o tirocinio</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’agevolazione si compone di un finanziamento agevolato ed eventuale contributo a fondo perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il finanziamento è a tasso agevolato fisso per tutta la durata (6 anni). Il rimborso è previsto in 8 rate semestrali posticipate a capitale costante, a partire dal termine del periodo di preammortamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo a fondo perduto può essere richiesto:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>fino al 20% dell’Importo dell’Intervento Agevolativo e comunque fino a un massimo di € 200.000 se l’impresa ha almeno una sede operativa, costituita da almeno 6 mesi rispetto alla data di presentazione della Domanda, in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;</li>
<li>fino al 10% dell’Importo dell’Intervento Agevolativo e comunque fino a un massimo di € 100.000 se l’impresa ha la propria sede operativa in una regione italiana diversa da quelle indicate al precedente punto.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> Le imprese possono presentare domanda di accesso alla Linea “Competitività delle filiere italiane in America centrale o meridionale” dal giorno 25 marzo 2025. </p>
<p style="text-align: justify;">Le domande verranno valutate dal Comitato attraverso una procedura valutativa a sportello.</p>




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		<title>Torna a crescere l’export del Made in Italy</title>
		<link>https://www.asnali.org/2024/06/18/torna-a-crescere-lexport-del-made-in-italy/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 15:33:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I dati Istat confermano la ripresa ad aprile dell’export del made in Italy, specialmente di beni e servizi, che fa segnare un +10,7% su base annua aiutato da una crescita</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2024/06/18/torna-a-crescere-lexport-del-made-in-italy/">Torna a crescere l’export del Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/export-art.png" alt="" class="wp-image-10744" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/export-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/export-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/export-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/06/export-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">I dati Istat confermano la ripresa ad aprile dell’export del made in Italy, specialmente di beni e servizi, che fa segnare un +10,7% su base annua aiutato da una crescita sul mese precedente di oltre il 2%. Nei primi 4 mesi dell’anno l’Italia ha infatti venduto all’estero quasi 208 miliardi in beni e servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente rilevante per questi risultati sono i Paesi extra Ue che hanno mostrato un interesse per i prodotti nostrani come mai accaduto prima, facendo registrare una crescita delle esportazioni del 13,6%, significativamente maggiore rispetto a quella verso il resto dell’Ue, +8,2%. Dati positivi anche dai Paesi Opec, i maggiori esportatori al mondo di petrolio, che hanno aumentato i loro acquisti di beni italiani del 18,2% su base annua. Accanto a questo dato, è tornato ad affacciarsi un rinnovato apprezzamento anche da parte del mercato tedesco dove le esportazioni sono tornate a salire influenzando in maniera significativa il dato a breve termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i mercati con la crescita più forte per l’esportazione italiana ci sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>La Turchia +70%</li>
<li>Il Regno Unito +42,3%</li>
<li>Il Giappone +23,2%</li>
<li>Il Belgio +20,2%</li>
<li>I Paesi Bassi +14,9%</li>
<li>La Spagna +12,7%</li>
<li>La Francia +5,2%</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Gli unici Paesi con un significativo calo delle esportazioni sono Austria, -8% e Svizzera, -6,5%.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi tutti i settori sono stati coinvolti dall’andamento positivo delle vendite verso l’estero, ma in alcuni casi alcuni prodotti hanno trovato un successo maggiore di altri. Su base mensile sono i beni di consumo non durevoli e quelli strumentali ad aver subito le variazioni più significative. Sul trimestre invece cala la rilevanza di quest’ultimi mentre crescono i beni di consumo durevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Situazione simile su base annuale. Rispetto al mese di aprile del 2023, i beni di consumo, durevoli e non durevoli, rimangono il maggiore traino della crescita delle esportazioni. I risultati peggiori, sia a livello congiunturale che tendenziale, sono quelli dei beni energetici.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando ai dati Istat, i settori che crescono di più nelle esportazioni ad aprile rispetto all’anno precedente sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L’alta manifattura +53,6%</li>
<li>La farmaceutica +50,7%</li>
<li>Gli alimentari +19,3%</li>
<li>L’elettronica +18,7%</li>
<li>Gli apparecchi elettrici +10,7%</li>
<li>La chimica +10,6%</li>
<li>La gomma e la plastica +10,4%</li>
<li>I macchinari +8,9%</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Non tutti questi settori hanno però lo stesso valore assoluto. La farmaceutica italiana, nonostante sia cresciuta meno dell’alta manifattura, contribuisce di più alla crescita totale delle esportazioni con più di 3 punti percentuali contro i 2 dell’altro settore. Seguono in questa classifica alimentari, macchinari e chimica. Da segnalare anche il solo settore in calo in tutto il panorama economico italiano: quello degli autoveicoli. Le esportazioni sono calate del 15,6% per le auto e gli altri mezzi da strada e del 5,7% per gli altri mezzi di trasporto.</p>
<p style="text-align: justify;">All’aumento delle esportazioni si unisce nel mese di aprile un calo congiunturale delle importazioni. Rispetto a marzo il valore delle merci importate dalle aziende italiane è diminuito dell’1,1%, con particolare calo dei beni strumentali e del settore energetico.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi risultati sono frutto principalmente della diminuzione dei prezzi dei beni energetici, in particolare del gas naturale, sui mercati internazionali nell’ultimo anno. Passato il periodo di instabilità dovuto all’invasione russa dell’Ucraina, l’Italia ha trovato nuove forniture di metano via gasdotti e via mare che hanno sensibilmente stabilizzato i prezzi e anche l’inflazione, ormai stabilmente sotto l’1%.</p>
<p style="text-align: justify;">Conseguenza di questi dati è la variazione della bilancia commerciale del nostro Paese, la differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni, che è tornata ad essere costantemente positiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2024/06/18/torna-a-crescere-lexport-del-made-in-italy/">Torna a crescere l’export del Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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		<title>Primo trimestre in rosso per il Made in Italy</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2024 14:41:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo trimestre è stato negativo per quasi tutti i settori dell’industria made in Italy. Dal tessile alla plastica, metallurgica ed elettronica, macchinari e mezzi di trasporto, in particolare le</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2024/05/14/primo-trimestre-in-rosso-per-il-made-in-italy/">Primo trimestre in rosso per il Made in Italy</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/made-in-italy-art.png" alt="" class="wp-image-10616" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/made-in-italy-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/made-in-italy-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/made-in-italy-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2024/05/made-in-italy-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">Il primo trimestre è stato negativo per quasi tutti i settori dell’industria made in Italy. Dal tessile alla plastica, metallurgica ed elettronica, macchinari e mezzi di trasporto, in particolare le auto, in ogni comparti si è registrato, secondo i dati Istat, una diminuzione annua del 3,5%, che prosegue il trend negativo iniziato nel febbraio 2023, determinando il quattordicesimo risultato negativo consecutivo.<br />Il calo coinvolge tutti i principali tipi di industrie a livello aggregato, soprattutto i beni durevoli. Nel settore dei macchinari, in calo di circa sei punti, influisce il lungo stand – by del mercato nazionale, in attesa del via libera dei bonus 5.0 per poter riavviare il ciclo degli investimenti da parte dei clienti.<br />Il mercato delle auto frena del 20% su base annua e anche rispetto al mese precedente la diminuzione è a doppia cifra. Poche le eccezioni positive, si tratta dei settori alimentari, legno, carta, chimica e farmaceutica. <br />Dalle ultime indicazioni emerge una crescita record dell’economia e un aumento del Pil del primo trimestre oltre le attese. Si tratta del terzo rialzo consecutivo, pari allo 0,3%, superiore a quanto realizzato da Germania e Francia, segnale di un incremento del valore aggiunto in tutti i comparti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, se è vero che la voce industria registra un valore aggiunto trimestrale in crescita, va precisato che questo valore si riferisce alla sola voce costruzioni, mentre il trend dell’industria in senso stretto risulta in discesa. Nel mese di aprile inoltre, è in calo, dopo sei mesi consecutivi di trend positivo, anche l’indice Pmi dei direttori d’acquisto, parametro che cala al di sotto della soglia critica di 50 che separa la contrazione di crescita.<br />Anche a livello europeo sono sempre più evidenti i fattori d’incertezza, a partire dalla Germania, prima manifattura UE. Il trend dell’industria continua a manifestare debolezze diffuse nonostante le stime di crescita per il 2024 siano state riviste verso l’alto da +0,2% a +0,3%.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mese di marzo, la produzione industriale cede lo 0,4%, il 3,3% rispetto al medesimo mese del 2023, con dati negativi che interessano anche gli ordini quindi gli incassi futuri delle imprese. Negativo anche il settore dell’auto, che nonostante un trend in crescita nel 2023, vede la produzione nazionale in calo del 9%, a causa soprattutto del rallentamento della domanda per i modelli elettrici. Nel Paese aumentano anche le richieste di fallimenti che nel mese di febbraio toccano la soglia di 10 mila unità, per un totale di 4,6 miliardi di asset coinvolti, il triplo rispetto allo stesso periodo del 2019.<br />In discesa infine anche la manifattura che a marzo interessa anche Francia con un calo dell’industria dello 0,3% e anche la Spagna del 1,2%.</p>
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		<title>Bilancia commerciale, secondo l’Istat è un settembre rosso</title>
		<link>https://www.asnali.org/2022/11/17/bilancia-commerciale-secondo-listat-e-un-settembre-rosso/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 16:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La crescita dei prezzi energetici fa volare il disavanzo commerciale a settembre con uno sbilancio che è pari a -6,454 miliardi di euro, a fronte di un avanzo di 1,44</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2022/11/17/bilancia-commerciale-secondo-listat-e-un-settembre-rosso/">Bilancia commerciale, secondo l’Istat è un settembre rosso</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/11/bilancia-art.png" alt="" class="wp-image-8374" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/11/bilancia-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/11/bilancia-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/11/bilancia-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/11/bilancia-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">La crescita dei prezzi energetici fa volare il disavanzo commerciale a settembre con uno sbilancio che è pari a -6,454 miliardi di euro, a fronte di un avanzo di 1,44 miliardi dello stesso mese del 2021. Il deficit energetico raggiunge, in valore assoluto, i 12.435 milioni (era -4.529 milioni un anno prima) ma l&#8217;avanzo nell&#8217;interscambio di prodotti non energetici, pari a 5.982 milioni, è elevato e sul livello di settembre 2021 (5.969 milioni). </p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi nove mesi dell’anno, il disavanzo commerciale supera i 31 miliardi, condizionato da un deficit energetico di oltre 85 miliardi. Un contributo negativo deriva anche dai beni intermedi, con un deficit di quasi 19 miliardi.</p>
<p>A settembre l’export torna a crescere su base mensile, trainato dalle vendite verso i Paesi extra Ue. Nella media del terzo trimestre 2022, per l’Istat la dinamica congiunturale è positiva sebbene in decelerazione (+2,7%, da +6,0% del secondo trimestre). Su base annua, la crescita dell’export interessa tutti i settori e quasi tutti i principali Paesi partner, mentre quella dell’import, per metà dovuta alla componente energetica, rallenta e si riporta sui livelli di aprile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono le dinamiche in attenuazione dei prezzi dei prodotti energetici e dei beni intermedi a spiegare il rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi all’import.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto comunicato dall’Istat, a settembre 2022 si stima una crescita congiunturale per le esportazioni (+1,6%) e una flessione per le importazioni (-1,7%). L’aumento su base mensile dell’export è dovuto all’incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+6,0%), mentre le esportazioni verso l’area Ue sono in diminuzione (-2,2%). Nel terzo trimestre del 2022, rispetto al precedente, l’export cresce del 2,7%, l’import del 7,5%.</p>
<p style="text-align: justify;">A settembre 2022, l’export cresce su base annua del 21,6% in termini monetari e del 2,1% in volume. La crescita dell’export in valore è più sostenuta verso i mercati extra Ue (+27,2%) rispetto all’area Ue (+17,1%). L’import in valore registra un incremento tendenziale del 40,4% – molto più intenso per l’area extra Ue (+59,0%) rispetto all’area Ue (+25,2%) – mentre in volume resta sostanzialmente invariato (-0,5%).</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+36,2%), macchinari e apparecchi (+13,9%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+15,5%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+19,8%).</p>
<p style="text-align: justify;">Su base annua, i Paesi che forniscono i contributi maggiori all’incremento dell’export nazionale sono Stati Uniti (+48,6%), Francia (+18,8%), Germania (+14,8%) e Paesi OPEC (+49,1%). Si accentua la flessione dell’export verso la Russia (-34,6%) e diminuiscono anche le vendite verso il Belgio (-5,7%).</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi nove mesi del 2022, la crescita tendenziale delle esportazioni (+21,1%) è dovuta in particolare all’aumento delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+45,8%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+20,2%), prodotti petroliferi raffinati (+100,6%), sostanze e prodotti chimici (+24,3%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+18,6%).</p>
<p style="text-align: justify;">A settembre 2022 il disavanzo commerciale è pari a -6.454 milioni di euro, a fronte di un avanzo di 1.440 milioni dello stesso mese del 2021. Il deficit energetico raggiunge, in valore assoluto, i 12.435 milioni (era -4.529 milioni un anno prima) ma l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, pari a 5.982 milioni, è elevato e sul livello di settembre 2021 (5.969 milioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mese di settembre 2022 i prezzi all’importazione crescono dello 0,1% su base mensile e del 20,3% su base annua (era +21,5% ad agosto).</p>
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		<title>Vinitaly 2022: &#8220;L&#8217;edizione della ripresa&#8221;. Risultati record per il vino Italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2022 09:00:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al taglio del nastro dell’edizione 2022 della fiera più importante d’Europa dedicata al settore enologico, ha presenziato il ministro delle Politiche Agricole italiane, Stefano Patuanelli. “È l’edizione della ripresa &#8211;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2022/04/14/vinitaly-2022-ledizione-della-ripresa-risultati-record-per-il-vino-italiano/">Vinitaly 2022: &#8220;L&#8217;edizione della ripresa&#8221;. Risultati record per il vino Italiano</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="366" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/04/Vinitaly-art.png" alt="" class="wp-image-7176" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/04/Vinitaly-art.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/04/Vinitaly-art-300x107.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/04/Vinitaly-art-100x36.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2022/04/Vinitaly-art-768x275.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">Al taglio del nastro dell’edizione 2022 della fiera più importante d’Europa dedicata al settore enologico, ha presenziato il ministro delle Politiche Agricole italiane, Stefano Patuanelli.</p>
<p style="text-align: justify;">“È l’edizione della ripresa &#8211; ha dichiarato il ministro &#8211; l’export agroalimentare italiano ha battuto tutti i record, è una filiera forte, che funziona alla grande”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2021 infatti, come ampiamente annunciato dai dati Istat dei mesi scorsi, ha fatto registrare il record storico di fatturato per il vino italiano, con 13 miliardi di euro, trainato in particolar modo dall’export e dall’aumento in valore dei consumi interni.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Osservatorio Uiv-Vinitaly-Ismea, che ha elaborato i dati rilasciati dall’Istituto sull’export nei 12 mesi dello scorso anno, rileva una crescita del 12,4% in valore, per un corrispettivo di 7,1 miliardi di euro e una bilancia commerciale tra le più performanti del made in Italy, che segna un attivo di quasi 6,7 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’analisi, l’Italia si conferma superpotenza enologica con 22,2 milioni di ettolitri esportati ed un incremento del +7,3%, grazie in particolare alle proprie produzioni Dop, che rappresentano i 2/3 delle esportazioni in valore registrate nel 2021, dove le Igp, anch’esse in rialzo, si attestano al +5,4% ed i vini comuni al +8,9%. In dettaglio, rispetto il 2020, gli spumanti registrano un incremento del +25,3%, grazie all’ennesimo exploit del Prosecco (+32%), mentre i vini fermi si fermano a+12,3%.</p>
<p style="text-align: justify;">Clienti principali si confermano i paesi extra-Ue (+14,2%), che rappresentano il 61% del mercato, primi tra tutti gli Stati Uniti (+18,4%), seguiti da Germania e Regno Unito. Segno più anche per Svizzera, Canada, Paesi Bassi, Francia, Svezia, Belgio, e Danimarca. Tra gli emergenti, exploit di Cina (+29,2%) e Corea del Sud (75,5%).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le produzioni, il 70% delle bottiglie made in Italy sono Docg, Doc e Igt, con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt), mentre solo il restante 30% sono vini da tavola. Numeri che di fatto valgono all’Italia lo scettro di numero al mondo nella produzione di vino (davanti a Francia e Spagna), che nell’ultimo anno, grazie all’impegno di 310mila aziende agricole, ha sfiorato i 48,2 milioni di ettolitri.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la domanda interna di vini di qualità, accompagnata dall’ulteriore crescita del prezzo medio (+4,7%), ha fatto registrare un dato significativo, specialmente in relazione al consumo pro capite che si attesta sui 33 litri all&#8217;anno, con una sempre maggiore attenzione alla storia del vino e ai legami con i territori, che spingono italiani e stranieri alla scoperta di cantine e aziende.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il 2021 ha polverizzato tutti i record, le prospettive per il 2022 rilevano invece un quadro preoccupante, a causa di una serie di fattori che annunciano un anno difficile. L’escalation dei costi delle materie prime provocherà inevitabilmente una consistente erosione dei margini, che, accompagnata alla spirale inflazionistica, influirà sulla fiducia e quindi sui consumi globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Preoccupazione segnalata anche da 165 vignaioli presenti nello stand della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), che, in rappresentanza oltre 1.400 produttori, hanno indossato tutti la stessa maglietta color vino, per sensibilizzare i consumatori sulla necessità di una riforma delle norme sulle etichette.</p>
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		<title>Commercio estero: a ottobre crescono sia import che export</title>
		<link>https://www.asnali.org/2021/12/17/commercio-estero-a-ottobre-crescono-sia-import-che-export/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 11:58:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A ottobre si stima una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (+2,8%) che per le esportazioni (+1,5%). L’aumento su base mensile dell’export</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.asnali.org/2021/12/17/commercio-estero-a-ottobre-crescono-sia-import-che-export/">Commercio estero: a ottobre crescono sia import che export</a> proviene da <a href="https://www.asnali.org">AsNALI</a>.</p>
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<p style="text-align: justify;">A ottobre si stima una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (+2,8%) che per le esportazioni (+1,5%). L’aumento su base mensile dell’export è dovuto all’incremento delle vendite verso entrambe le aree, Ue (+1,4%) ed extra Ue (+1,6%). Lo ha reso noto l&#8217;Istat, precisando che nel trimestre agosto-ottobre 2021, rispetto al precedente, l’export cresce del 2,4%, l’import del 6,6%.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre a ottobre, l’export aumenta su base annua del 7,4%; la crescita è più sostenuta verso l’area Ue (+10,6%) rispetto ai mercati extra Ue (+4%). L’import registra un incremento tendenziale più marcato (+19,4%), che interessa sia l’area Ue (+12,3%) sia, in misura molto marcata, l’area extra Ue (+30,1%).</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano prodotti petroliferi raffinati (con una crescita del 128,4%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+8,7%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali e altri prodotti n.c.a. (+25,1%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+12,3%) e sostanze e prodotti chimici (+13,0%). Sono in calo le vendite di autoveicoli (-23,3%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-11%) e, in misura minore, macchinari e apparecchi n.c.a. (-0,3%).</p>
<p style="text-align: justify;">Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori all’incremento dell’export nazionale sono Germania (con un aumento del 9,9%), Belgio (+32,6%), Paesi Bassi (+31,9%), Francia (+5,2%) e Spagna (+10,5%), mentre si registrano flessioni delle vendite verso Svizzera (-13,6%), Regno Unito (-4,8%), Russia (-12,9%) e paesi MERCOSUR (-4%).</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi dieci mesi del 2021, la crescita tendenziale delle esportazioni (+18,6%) è dovuta in particolare all’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+28,3%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+16,7%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+21,2%) e sostanze e prodotti chimici (+18%).</p>
<p style="text-align: justify;">La stima del saldo commerciale a ottobre 2021 è pari a +3.888 milioni di euro (era +7.587 a ottobre 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +8.141 milioni (era +9.349 a ottobre dello scorso anno).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mese di ottobre i prezzi all’importazione crescono del 2,8% su base mensile e del 15,3% su base annua.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la battuta d’arresto di settembre, a ottobre l’export torna a crescere su base mensile trainato in particolare dalle vendite di beni di consumo non durevoli. Nella media degli ultimi tre mesi, la dinamica congiunturale è positiva. Su base annua, la crescita dell’export &#8211; sostenuta soprattutto dal commercio con i paesi dell’area Ue &#8211; interessa tutti i settori, a esclusione di autoveicoli, altri mezzi di trasporto e macchinari. Le vendite di prodotti della raffinazione e metalli spiegano oltre un terzo dell’aumento tendenziale delle esportazioni. L’incremento su base annua dell’import è in larga misura dovuto ai maggiori acquisti di petrolio greggio, gas naturale, metalli e prodotti chimici. I prezzi all’import proseguono la crescita ininterrotta da settembre 2020 e continuano ad accelerare su base annua (+15,3%, da +12,6% di settembre), spinti principalmente dai rialzi dei prezzi dei prodotti.</p>
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		<title>Istat: aumentano il commercio con l’estero e i prezzi all’import</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 10:18:28 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="535" src="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2021/06/Export-1024x535.png" alt="" class="wp-image-5739" srcset="https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2021/06/Export-1024x535.png 1024w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2021/06/Export-300x157.png 300w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2021/06/Export-100x52.png 100w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2021/06/Export-768x401.png 768w, https://www.asnali.org/wp-content/uploads/2021/06/Export.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align: justify;">Ad aprile 2021 l&#8217;Istat stima una crescita dei flussi commerciali con l’estero, più intensa per le esportazioni (+3,4%) che per le importazioni (+1,9%). L’incremento su base mensile dell’export è dovuto all’aumento delle vendite verso i mercati extra Ue (+7,4%); quelle verso l’area Ue registrano un calo contenuto (-0,2%).</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;Isituto, nel trimestre febbraio-aprile 2021, rispetto al precedente, l’export aumenta del 4,2%, l’import del 7,6%.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aprile 2021, a seguito del livello eccezionalmente basso di aprile 2020, la crescita su base annua dell’export è straordinariamente ampio: +97,6%, con +91,5% perle vendite verso l’area Ue e +104,6% verso quella extra Ue. Anche l’import segna un fortissimo aumento tendenziale (+62,8%) che coinvolge sia l’area Ue (+69,2%) sia i mercati extra Ue (+54,9%).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli incrementi tendenziali delle esportazioni eccezionalmente ampi per tutti i settori, solo le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici sono in diminuzione (-11,3%).</p>
<p style="text-align: justify;">Su base annua, le esportazioni crescono in misura molto sostenuta verso tutti i principali paesi partner; i contributi maggiori riguardano le vendite verso Germania (che crescono del 76,9%), Francia (+116,6%), Stati Uniti (+112,5%), Spagna (+120,8%), Svizzera (+86,9%) e Regno Unito (+83,8%).</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi quattro mesi del 2021, la crescita tendenziale dell’export (+19,8%) è dovuta in particolare all’aumento delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (+25,8%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+29,1%), autoveicoli (+62,0%), apparecchi elettrici (+31,6%) e pelletteria (+27,8%).</p>
<p style="text-align: justify;">La stima del saldo commerciale ad aprile 2021 è pari a +5.870 milioni di euro (era -1.117 ad aprile 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +8.719 milioni (era +135 ad aprile dello scorso anno).</p>
<p style="text-align: justify;">Aumentano infine i prezzi all’importazione dello 0,9% su base mensile e dell’8,3% su base annua.</p>
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