La spinta della pandemia alla trasformazione digitale, ha accelerato il processo di conversione e superamento dello storico concetto di ufficio verso una dimensione più fluida e agile, che impone a tutti i settori professionali di investire nel Knowledge Management.

In sostanza si tratta di implementare un ecosistema composto da strumenti tecnologici che consentono di sviluppare strategie e metodi per raccogliere, conservare e rendere accessibile la conoscenza delle persone che fanno parte di una organizzazione. I dati infatti possono essere considerati il petrolio del futuro, ma se restano isolati, non può avvenire la circolazione della conoscenza e dunque il loro valore intrinseco tende ad esaurirsi.

Tra le primissime infrastrutture tecnologiche introdotte nelle organizzazioni troviamo le intranet, utili per un veloce e facile scambio di file tra i vari uffici e come repository documentale. Con l’evoluzione tecnologica e l’arrivo di internet, le reti aziendali sono migrate sul web, permettendo a più sedi di connettersi e scambiare informazioni da remoto in tempo reale. Oggi la tecnologia porta il Knowledge Management su livelli ancora più alti: intelligenza artificiale e machine learning sono i nuovi paradigmi per gestire, implementare e condividere conoscenza.

Con l’introduzione massiva del lavoro a distanza, l’esigenza di accedere agli archivi mediante procedure condivise, si è fatta ancora più preminente, ma accanto alla tecnologia occorre disporre anche di risorse umane adatte, formate e con una cultura digitale

A tal fine, coinvolgere le persone durante il processo di creazione di un Knowledge Management è sicuramente una strategia vincente, poiché consente di far emergere da subito l’implicita conoscenza presente nell’organizzazione e prepara il terreno alla condivisione delle informazioni e degli obiettivi da raggiungere.

Altresì essenziale creare un processo di apprendimento e aggiornamento continui che consentano di valorizzare il percorso delle risorse umane all’interno dell’organizzazione, ma anche di rendere un eventuale turnover meno oneroso.

Knowledge Management come risposta alla pandemia
Tag:                         

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *