Il governo ha completato il lavoro sul PNRR per il 2022 centrando tutti i 55 obiettivi previsti per fine anno. Obiettivi formali cui è legata la rata da 19 miliardi.

Ad annunciarlo, il 28 dicembre, è il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto: “Questo risultato è il frutto di un importante lavoro di squadra impostato anche sulla base di un dialogo costruttivo attivato a livello politico con la Commissione Europea che ha consentito, tra l’altro, il superamento di alcune criticità connesse al raggiungimento di qualche obiettivo”.

Nel mese di gennaio “trasmetteremo al Parlamento, come previsto dalla normativa, la relazione semestrale sull’attuazione del PNRR”, aggiunge Fitto. E sempre a gennaio il Governo dovrebbe licenziare un provvedimento per accelerare ulteriormente la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

Nei prossimi mesi “saremo chiamati a fare scelte importanti e ad avviare la realizzazione degli interventi”, scrive il ministro su Twitter. Oltre i target 2022, infatti, c’è un’altra questione da affrontare e riguarda il raggiungimento degli obiettivi di spesa, diversi da quelli formali cui è legato il via libera alle rate PNRR. E su questo punto Fitto nei giorni scorsi si è detto decisamente meno ottimista: “Gli obiettivi di spesa legati al PNRR sono estremamente complessi da raggiungere entro fine anno”. 

Nel primo semestre 2022 erano previsti 45 interventi, di cui 15 riforme e 30 investimenti. Obiettivi raggiunti a fine giugno, come testimonia la valutazione positiva da parte della Commissione per il pagamento della seconda rata da 21 miliardi.

Obiettivi che riguardano diverse riforme, da quella del pubblico impiego alle nuove misure per gli appalti pubblici. La richiesta di pagamento (inviata da Roma a fine giugno) prevede investimenti in settori chiave come la banda ultralarga, le attività di ricerca e innovazione, ma anche turismo, cultura, idrogeno, rigenerazione urbana e digitalizzazione delle scuole.

Tuttavia, l’approvazione di alcune misure legislative non è che il primo passo e richiede l’adozione di misure attuative. Un tema spinoso che, alla luce del cambio di Governo e della conseguente riorganizzazione dei Ministeri, potrebbe frenare ulteriormente la messa a terra degli investimenti e l’attuazione delle riforme PNRR.

Le difficoltà legate ai 55 obiettivi previsti per il secondo semestre 2022 erano legate a questioni di carattere politico e attuativo, visti anche i tempi stretti.

Il precedente governo aveva già centrato 25 obiettivi. L’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni, in poco più di 60 giorni, ha chiuso il cerchio adottando 2 decreti legislativi, 12 decreti ministeriali e 3 interventi normativi previsti dalla legge di bilancio 2023.

Al fotofinish sono stati raggiunti i target previsti per le università che riguardavano ricercatori, posti letto e housing universitario.

Lo stesso si dica della trasformazione digitale, partita che si giocava sul Polo strategico nazionale (l’infrastruttura cloud che ospiterà i dati e i servizi delle pubbliche amministrazioni), sul completamento degli adempimenti legati all’Agenzia nazionale cybersecurity e sull’istituzione formale della società 3-I spa tra Inps, Inail e Istat che avrà il compito di sviluppare e gestire le soluzioni software a supporto della trasformazione digitale della PA e per l’attivazione del Transformation Office.

Centrati gli obiettivi anche per lavoro, con l’approvazione del piano nazionale contro il lavoro sommerso, e sanità, con il via libera alla riforma degli IRCCS (gli istituti di ricerca e cura a carattere scientifico) e le gare da 1,4 miliardi per la digitalizzazione della sanità con la stipula del contratto Consip conclusa il 21 dicembre.

Con il varo della manovra 2023 arriva anche il piano di rilancio delle competenze Stem e il dimensionamento scolastico, preceduto (prima di Natale) dalla riforma dell’orientamento.

Con l’approvazione nei giorni scorsi delle graduatorie del bando per lo sviluppo di reti di teleriscaldamento efficienti e di quello dedicato alle smart grid anche il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica chiude le scadenze in sospeso previste per fine anno.

Via libera nei tempi anche al pacchetto di riforme (semplificazione della pianificazione strategica delle autorità portuali) e di investimenti (come l’alta velocità sulle linee Napoli-Bari e Palermo-Catania) in capo al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. 

Infine, raggiunti entro fine anno anche le scadenze previste fronte fisco e giustizia.

Raggiunti gli obbiettivi 2022 del PNRR
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