Il nuovo pacchetto di aiuti, composto da 77 articoli, ha ricevuto l’ok finale della Camera con 375 sì, 45 astenuti e nessuno.

Il Sostegni Bis segue il precedente dl da 32 mld ed introduce importanti novità che vanno dagli aiuti alle famiglie agli sgravi per le imprese con particolare attenzione alle filiere industriali più colpite dalle chiusure e un focus sul mondo del lavoro.

Il nuovo provvedimento impiega:

  • 17 miliardi a imprese e professioni;
  • 9 alle imprese per l’accesso al credito;
  • 4 ai lavoratori e alle fasce di popolazione in maggiore difficoltà.

La fetta più grande è dedicata alle imprese per le quali vengono varate sostanziali misure agevolative.

  • Contributi a fondo perduto

La principale novità riguarda l’erogazione degli aiuti che può avvenire in 3 diverse modalità: contributo classico, ricalcolo e conguaglio.

L’art. 1 “Contributo a fondo perduto in favore degli operatori economici” riconosce nei primi 4 commi ulteriori contributi “automatici” senza necessità di presentare la domanda in favore di:

  • tutti i soggetti che hanno la PIVA attiva alla data di entrata in vigore del decreto;
  • che hanno presentato istanza e ottenuto il precedente contributo di cui all’art 1 del DL n 41/2021;
  • che non lo abbiano indebitamente percepito o non lo abbiano restituito;

I ristori saranno erogati direttamente sul conto corrente bancario o postale o in forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite modello F24.

Il comma 5 dello stesso articolo prevede invece un contributo a fondo perduto alternativo, riconosciuto sulla differenza di fatturato del periodo dal 1 aprile 2020 al 31 marzo 2021, che deve essere inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo precedente, dal 11 aprile 2019 al 31 marzo 2020.

Il criterio in questo caso non tiene conto del calo di fatturato nel 2020 rispetto al 2019, ma si guarda nello specifico ai mesi in cui le attività sono state direttamente colpite dalle chiusure per via della pandemia procedendo dunque ad un ricalcolo delle somme da erogare.

Nel caso si sia già usufruito dei ristori del dl Sostegni, il contributo alternativo spetta nella misura del:

  • 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100mila euro;
  • 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100mila euro e fino a 400mila euro;
  • 40% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro;
  • 30% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Per i soggetti che invece sono rimasti esclusi dal primo Sostegni, il contributo ammonta al:

  • 90% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100mila euro;
  • 70% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100mila euro e fino a 400mila euro;
  • 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro;
  • 40% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
  • 30% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Per tutti i soggetti, l’importo del contributo alternativo non può essere superiore a 150mila euro.

Il Sostegni bis al comma 16 dell’art.1 prevede poi un ulteriore contributo a fondo perduto “a conguaglio”, concesso nel caso in cui vi sia un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello relativo all’anno precedente.

In questo modo, quindi, non si tiene conto del calo del fatturato ma del calo degli utili, su cui pesano anche i costi e non solo la flessione dei ricavi.

È istituito infine un “Fondo per il sostegno alle attività economiche chiuse” con una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2021 per quelle attività chiuse per effetto dei decreti anti covid per un periodo complessivo di almeno quattro mesi a partire dal 1º gennaio 2021.

  • Proroga Moratoria

L’art 16 prevede una proroga della moratoria per PMI fino al 31 dicembre 2021, di quanto già introdotto dall’art 56 del DL n 18/2020.

La moratoria spetta alle micro, piccole e medie imprese (PMI), aventi sedi in Italia, appartenenti a tutti i settori ed anche ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

  • Esenzione Tari

Stanziati 600 milioni per i Comuni da destinare agli sconti Tari per le attività che non fatturano da mesi.

Importanti le misure adottate anche per il mondo del lavoro cui sono stanziati circa 4,2 miliardi di euro per il proseguimento delle azioni a tutela delle persone in difficoltà economica e per l’introduzione di nuove misure volte ad accompagnare il mercato del lavoro nella fase di uscita dalla crisi pandemica.

  • Licenziamenti

Per le aziende che chiedono la cassa covid entro fine giugno il blocco dei licenziamenti è prorogato al 28 agosto. Dal primo luglio, inoltre, le aziende che utilizzano la cassa ordinaria non dovranno pagare le addizionali se non licenziano.

  • Cassa integrazione

Le aziende che hanno subito un calo del fatturato del 50% rispetto al primo semestre del 2019 possono presentare domanda per la cassa integrazione straordinaria per un massimo di 26 settimane. La riduzione media oraria non può essere superiore all’80%

  • Contratto di rioccupazione

Viene istituita la possibilità di assunzioni a tempo indeterminato con accordo con il lavoratore su un progetto formativo individuale e un periodo di prova fino a sei mesi con esonero contributivo totale, per un massimo di 6000 euro annui esclusi in premi INAIL.

  • Rinnovo della decontribuzione alternativa alla Cassa integrazione

Le aziende che rinunciano agli ammortizzatori precedentemente utilizzati, in particolare almeno per i settori del turismo e del commercio, ovvero i più colpiti dalla crisi COVID, potranno ottenere l’esonero contributivo a condizione di rispettare il divieto di licenziamento.

  • Potenziamento dei contratti di solidarietà

Le aziende con un calo di fatturato del 50% che si impegnano a non licenziare nessun lavoratore hanno diritto al reintegro delle retribuzioni al 70% invece che al 60%.

  • Contratto di espansione ampliato anche alle PMI

Viene ridotta a 100 la soglia di dipendenti cui è applicabile il contratto utilizzabile per il prepensionamento dei lavoratori cui manchino fino a 5 anni alla pensione e viene introdotta la riduzione di orario del 30% per altri dipendenti con la copertura della cassa integrazione.

  • Proroga cassa integrazione

Per le aziende che cessano l’attività è prevista la proroga di altri 6 mesi della cig straordinaria

  • NASPI

L’indennità di disoccupazione dei dipendenti fino a fine 2021 sarà senza riduzione progressiva dal 4° mese.

  • REM

4 nuove mensilità del reddito di emergenza.

 

  • Indennità lavoratori stagionali

È prevista una nuova indennità una tantum pari a 1600 euro per i lavoratori stagionali, del turismo e dello sport che avevano già beneficiato della stessa misura prevista con il decreto sostegni.

Sono ricompresi questa volta anche i braccianti agricoli.

“Finalmente molte imprese riusciranno ad usufruire delle misure messe in campo dal governo” – ha commentato il presidente di As.N.A.L.I. Nazionale, Alessandro Del Fiesco – “grazie al maggior respiro del decreto sicuramente molte attività, che erano rimaste escluse dai precedenti fondi, potranno ricevere gli aiuti di cui hanno bisogno”.

“Ancora molto c’è da fare – continua il presidente – ma con l’impegno delle istituzioni e l’intensificarsi della campagna vaccinale, possiamo sperare di vedere la fine delle restrizioni che hanno messo in ginocchio l’intero Paese e guardare al futuro con ottimismo in attesa dei fondi europei”

Sostegni Bis: 40 mld di extra deficit per rilanciare l’economia
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