Il cd. decreto Pnrr 2 recante “Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza”, ancora non approdato in Gazzetta Ufficiale, intende dare una stretta ulteriore alla lotta all’evasione indicando la moneta elettronica quale strumento di controllo.

Viene innanzitutto confermata l’introduzione anticipata delle sanzioni comminabili in caso di mancata accettazione dei pagamenti elettronici che scatteranno a partire dal 30 giugno 2022, invece che a partire dal 1° gennaio 2023, come inizialmente previsto.

A partire da tale data, infatti, ai sensi della legge 221 del 2012 a fronte del rifiuto di accettare un pagamento attraverso carte di debito / credito, scatterà una sanzione fissa pari a 30 euro, cui si aggiunge il 4% del valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento elettronico (salvo che ricorra il caso di oggettiva impossibilità tecnica, quale ad esempio l’assenza di connettività).

Per evitare la sanzione, tutti gli esercenti attività di impresa e professione a partire dal 30 giugno 2022 dovranno dunque farsi trovare dotati di terminale necessario per l’accettazione della moneta elettronica che non potranno in alcun caso rifiutare a prescindere dall’importo da incassare.

La novità di maggior impatto, contenuta nel decreto in arrivo, sta nella soppressione del credito d’imposta previsto dal dl 124/2019 (cd. decreto Crescita) proprio a sostegno degli esercenti costretti al pagamento di maggiori commissioni bancarie, derivanti appunto dall’incrementato utilizzo dei pos.

Tra l’altro il decreto Pnrr2, impone a chi gestisce i circuiti di moneta elettronica di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’importo complessivo delle transazioni giornaliere effettuate.

L’Agenzia delle Entrate potrà in questo modo disporre sia dei dati emergenti dai corrispettivi elettronici trasmessi dal contribuente stesso, sia degli incassi effettuati in moneta elettronica da quel contribuente, grazie ai dati trasmessi dai gestori della moneta elettronica.

Le discordanze tra incassi e scontrini potranno quindi facilmente emergere e dar seguito alle conseguenti possibili verifiche.

Per quanto riguarda la privacy infine va sottolineato che non si pongono problemi in capo a imprese e consumatori che pagano con moneta elettronica in quanto non saranno tracciabili profili di spesa: ad essere trasmesso sarà infatti solo l’ammontare complessivo delle transazioni e non il dettaglio delle stesse. L’Agenzia delle entrate conoscerà quindi il totale giornaliero incassato in moneta elettronica da ciascun esercente, ma non riceverà alcun dato in merito ai soggetti che effettuano i pagamenti.

Dl PNRR2, controlli e sanzioni per i pagamenti coi pos
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