La global minimum tax, l’imposta minima al 15 per cento per le multinazionali, si appresta a diventare locale: dopo l’intesa tra i paesi OCSE, il secondo pilastro della riforma fiscale internazionale ha preso forma nella direttiva UE che ha fissato come scadenza per l’attuazione da parte degli Stati membri la data del 31 dicembre 2023.

Si lavora per rispettare questo termine, ma sul testo del decreto che introdurrà nella normativa nazionale la tassa minima globale non è stata detta ancora l’ultima parola. L’11 settembre il Dipartimento delle Finanze ha aperto infatti, una consultazione pubblica per raccogliere commenti e osservazioni fino alla scadenza del 1° ottobre 2023 prima di arrivare alla formulazione definitiva del testo.

Le novità dovrebbero diventare operative dal 2024 e riguarderanno le imprese che fanno parte di gruppi multinazionali o nazionali con ricavi consolidati non inferiori 750 milioni di euro in almeno due dei quattro esercizi precedenti.

Uno dei due pilastri della revisione globale delle regole fiscali rappresenta, infatti, l’introduzione di una tassazione minima effettiva delle grandi imprese multinazionali definita, appunto, global minimum tax.

Partendo dalla traccia condivisa a livello internazionale, l’UE ha messo nero su bianco la sua ricetta per dare forma a questo nuovo modello di tassazione con la direttiva UE del 14 dicembre 2022 che, a sua volta, rappresenta una traccia per l’Italia e gli altri Stati membri chiamati ad attuarla entro fine anno.

Come specifica il MEF, a livello europeo sono stati apportati alcuni accorgimenti:

  • l’estensione della disciplina ai gruppi nazionali di imprese con fatturato globale almeno pari a 750 milioni di euro;
  • l’imposizione integrativa per tutte le imprese localizzate in uno Stato membro a bassa imposizione, incluse le controllanti capogruppo che applicano l’imposta minima integrativa.

Il testo normativo si apre con la “previsione di una imposizione integrativa (la c.d. Top-Up Tax) che risponde all’esigenza avvertita, a livello internazionale, di individuare i grandi gruppi di imprese che non scontano un livello minimo di imposizione nei vari Paesi in cui operano e in cui producono reddito”.

Si apprestano a debuttare tre diverse imposte:

  • l’imposta minima integrativa (IIR) dovuta da controllanti localizzate in Italia di gruppi multinazionali o nazionali in relazione alle imprese soggette ad una bassa imposizione, ovvero inferiore al 15 per cento, che fanno parte del gruppo;
  • l’imposta minima suppletiva (UTPR), dovuta da una o più imprese di un gruppo multinazionale localizzate in Italia in relazione alle imprese che fanno parte del gruppo soggette ad una bassa imposizione quando non è stata applicata, in tutto o in parte, l’imposta minima integrativa equivalente in altri Paesi;
  • l’imposta minima nazionale (QDMTT), dovuta in relazione alle imprese di un gruppo multinazionale o nazionale che sono soggette a una bassa imposizione e si trovano in Italia.

A disposizione di operatori economici, associazioni di categoria, ordini professionali ed esperti della materia lo schema di decreto di attuazione e tutto il pacchetto di documenti correlati.

Per inserire il proprio commento è possibile utilizzare il form disponibile sul portale del dipartimento. Oltre a inserire i propri dati, è necessario fornire tutte le coordinate per individuare il punto del decreto di attuazione della global minimum tax oggetto delle osservazioni.

Chiusa la consultazione si procederà alla stesura finale del testo che, in ogni caso, dovrà essere recepito entro la fine dell’anno.

Global minimum tax: via alla consultazione pubblica del MEF
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