La legge di conversione del di 181 del 9 dicembre 2023 ha ottenuto il via libera di Montecitorio il 26 gennaio ed è stata approvata dal Senato in via definitiva il 31 gennaio, arricchendosi di un articolo dedicato a introdurre modalità innovative per il supporto alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Viene dato il via alla stipula di contratti di durata pluriennale tra il Gse e gli operatori selezionati con aste per incentivare le rinnovabili. Una misura che richiama quanto previsto dalla riforma del mercato elettrico che punta sui PPA (Power Purchase Agreement ovvero accordi di lunga durata per la fornitura di energia elettrica rinnovabile) e sui contratti bidirezionali per differenza come modello di riferimento per i finanziamenti pubblici alle FER (Fonti Energia Rinnovabile).

Aggiunta nel passaggio parlamentare anche una misura che incrementa l’ammontare della parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di gas serra destinata al Fondo per la transizione energetica nel settore industriale, che prevede aiuti per quelle imprese particolarmente esposte al rischio di rilocalizzazione delle emissioni. Rimane invariata la quota prevista fino al 2024 e viene innalzata a 300 milioni annui (rispetto ai 150 milioni previsti a legislazione vigente) la quota destinata al Fondo a decorrere dal 2025.

Un’altra novità inserita nel corso dell’iter parlamentare riguarda gli incentivi per il biometano, normati dal decreto del 15 settembre 2022. In base a quanto previsto dal decreto Energia, a partire dal 2024, anche le imprese titolari di impianti di produzione di biogas prodotto attraverso il trattamento anaerobico di rifiuti organici oggetto di riconversione possono accedere agli incentivi previsti dal decreto del 15 settembre 2022.

Per accelerare gli investimenti in autoproduzione di energia rinnovabile nei settori a forte consumo di energia, l’articolo 1 del DI Energia prevede che, fino al 31 dicembre 2030, nel caso di più istanze concorrenti per la concessione della medesima superficie pubblica, gli enti interessati debbano accordare una preferenza nell’individuazione del concessionario ai progetti di impianti fotovoltaici o eolici volti a soddisfare il fabbisogno energetico delle cosiddette imprese elettrivore (iscritte all’apposito elenco presso la CSEA).

Il meccanismo prevede anche la facoltà delle imprese interessate di richiedere al GSE un’anticipazione di parte dell’energia elettrica prodotta dagli impianti di nuova realizzazione, o oggetto di potenziamento, che le aziende si impegnano a realizzare. L’anticipazione è poi restituita al GSE dalle imprese beneficiarie secondo specifiche condizioni e tempistiche.

Ad ARERA spetta definire le modalità per la copertura degli oneri derivanti dal suddetto meccanismo, specificando che la copertura è assicurata a valere sulla componente degli oneri generali del sistema elettrico destinata al sostegno delle fonti rinnovabili.

Il provvedimento introduce un fondo rivolto a Regioni e Province autonome per prevedere misure di compensazione e riequilibrio ambientale e territoriale a fronte dell’installazione di impianti rinnovabili in aree idonee. Le risorse per alimentare tale fondo, che possono arrivare a fino a 200 milioni l’anno dal 2024 al 2032, derivano da una quota dei proventi delle aste delle quote di emissione di anidride carbonica di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Per lo sviluppo della filiera offshore si prevede l’individuazione in due porti del Mezzogiorno, previa acquisizione di manifestazioni di interesse presentate dalle Autorità di sistema portuale, delle aree demaniali marittime da destinare alla realizzazione di un polo strategico nazionale nel settore della progettazione, della produzione e dell’assemblaggio di piattaforme galleggianti e delle infrastrutture elettriche funzionali allo sviluppo della cantieristica navale per la produzione di energia eolica in mare.

Sarà il MASE a pubblicare un avviso volto alla acquisizione di manifestazioni di interesse per individuare i porti in grado di ospitare gli impianti eolici off-shore. Eolico offshore: l’Italia potrebbe diventare il terzo mercato mondiale

Il DI Energia prevede anche un rifinanziamento del Fondo italiano per il clima, lo strumento di finanza climatica con cui l’Italia promuoverà interventi di adattamento e contrasto al cambiamento climatico nei “Paesi partner”.

Nell’ambito del REPowerEU sono stati previsti fondi aggiuntivi per le smart grid e per i progetti di teleriscaldamento previsti dal PNRR. Sempre restando in tema PNRR, il dl Energia stanzia oltre 96 milioni di euro per i progetti di teleriscaldamento e teleraffrescamento.

Il Dl Energia è legge
Tag:                                 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *