Dopo diverse riunioni tra le forze politiche di maggioranza e incontri con gli agricoltori, è stato raggiunto l’accordo sul tetto all’Irpef per i contadini in protesta da settimane. Ad annunciarlo è stato il Ministero dell’Agricoltura con il comunicato del 12 febbraio.

Soddisfatta la premier Giorgia Meloni che ha sottolineato come “se qualcuno ha pensato di salvare l’ambiente contro gli agricoltori, semplicemente non sa di cosa parla. In tutto questo hanno impattato una serie di follie di quella che chiamavano transizione ecologica ma in realtà era una transizione ideologica”.

I punti principali dell’accordo sono evidenziati dalle parole del sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, al termine dell’incontro con i rappresentanti del comparto.

Il Governo sosterrà il comparto dell’Agricoltura contenendo, per quanto possibile rispetto alle decisioni prese dall’Europa prima dell’avvento del governo Meloni, la diffusione della farina di insetti, tramite etichettature chiare e scaffali separati.

Una chiarezza che è stata richiesta dagli agricoltori anche nell’applicare un rigoroso divieto di vendita dei prodotti agricoli sotto i costi di produzione, assicurando allo stesso tempo un riconoscimento del giusto prezzo per gli agricoltori.

Per rendere efficace la misura prevista nel decreto legislativo contro le pratiche sleali il Governo rafforzerà i controlli dell’autorità di contrasto (ICQRF), così come rafforzerà il ruolo di Ismea nell’individuazione, mensile, del prezzo medio dei prodotti agricoli e dei costi medi di produzione delle principali filiere. Assicurata inoltre la massima disponibilità nella lotta alla concorrenza sleale attuata da Paesi terzi che non rispettano gli standard sanitari, la tracciabilità e le norme sull’origine.

Per quanto riguarda il nodo IRPEF, non ci sarà un’esenzione generalizzata che riguardi anche le grandi imprese ma si andrà incontro agli agricoltori con redditi più bassi, limitando l’esenzione al 100% per i redditi agrari e domenicali che non eccedono l’importo di 10mila euro e al 50% per quelli compresi tra 10 e 15mila.

In merito al sostegno al credito, per il 2024 saranno resi disponibili 80 milioni di euro per le operazioni di credito agrario, ma nel tempo Ismea verrà potenziata e sarà sempre più una valida garanzia per l’agricoltore che si rivolgerà agli istituti bancari.

Per far fronte alle emergenze in agricoltura la legge di bilancio ha stanziato 300 milioni di euro per il prossimo triennio. Nelle prossime settimane il Governo aprirà un confronto con le Regioni e le organizzazioni agricole per individuare le filiere cui destinare i primi interventi di sostegno.

Massima comunione di intenti tra governo e agricoltori anche nella volontà di sostenere le filiere al 100% italiane. In tal senso il Governo intende rafforzare il vincolo di origine 100% italiana delle produzioni, come aiuto diretto alla filiera agroalimentare nazionale.

Sul versante della gestione della fauna selvatica il governo ha elaborato un piano straordinario di contenimento finalizzato a ridurre drasticamente i danni per l’agricoltura derivanti dalla proliferazione incontrollata degli ungulati, punto sul quale occorre una forte collaborazione da parte delle Regioni.

La posizione italiana, espressa in Europa, è nel senso della revisione della direttiva Habitat, affinché, sulla base di dati scientifici, sia consentito contenere il numero dei grandi carnivori, la cui incontrollata diffusione costituisce un danno per l’allevamento. Ciò che deve essere chiaro ha affermato il sottosegretario è che “nessuno ha la bacchetta magica per risolvere i problemi generati da una politica europea che nell’agricoltore ha visto, per lungo tempo, un avversario e non un prezioso alleato. Un nemico dell’ambiente e non il suo primo custode”.

Proteste agricoltori, trovato l’accordo con la maggioranza
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