Dal 22 febbraio entrano in vigore nuove disposizioni sui controlli delle imprese sociali, con un rafforzamento del sistema ispettivo e una maggiore definizione delle procedure. Il decreto attuativo pubblicato nei giorni scorsi ridefinisce modalità, soggetti coinvolti e poteri di verifica, incidendo in modo significativo sull’organizzazione interna degli enti e sulle responsabilità degli amministratori.

Le novità riguardano in particolare le imprese sociali non costituite in forma cooperativa, per le quali vengono disciplinate in modo più dettagliato le modalità di vigilanza ministeriale. Il Ministero del Lavoro potrà disporre controlli ordinari e straordinari, con verifiche documentali e ispezioni in loco finalizzate ad accertare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa sull’impresa sociale e dal Codice del Terzo Settore.

Uno degli aspetti più rilevanti è l’ampliamento del novero dei soggetti coinvolti nei controlli: tra questi figurano anche revisori legali incaricati dall’Ispettorato, chiamati a svolgere verifiche tecniche su bilanci, assetti organizzativi e gestione economico-finanziaria. Si rafforza così l’impianto di vigilanza contabile, con un’attenzione particolare alla corretta destinazione degli utili, al rispetto dei limiti retributivi e all’assenza di distribuzione indiretta di utili.

Il decreto disciplina inoltre le procedure in caso di irregolarità: sono previsti rilievi, prescrizioni e termini per l’adeguamento, fino alla possibile adozione di provvedimenti più incisivi nei casi gravi o reiterati. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire trasparenza e corretto funzionamento, evitando utilizzi distorti della qualifica di impresa sociale.

Un capitolo delicato riguarda le operazioni straordinarie – fusioni, scissioni, trasformazioni e cessioni di azienda – che per le imprese sociali richiedono specifica autorizzazione ministeriale. Il decreto chiarisce procedura e tempistiche, introducendo maggiore certezza sui passaggi formali e sui controlli preventivi, a tutela del patrimonio vincolato e delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Nel complesso, la riforma dei controlli si inserisce in un percorso di progressiva strutturazione del sistema di vigilanza del Terzo Settore. Se da un lato aumenta il livello di presidio e responsabilità per amministratori e organi di controllo, dall’altro offre un quadro più definito di regole, riducendo l’area di incertezza interpretativa che negli ultimi anni aveva caratterizzato la materia.

Per le imprese sociali si apre dunque una fase di maggiore attenzione agli assetti organizzativi, alla governance e alla tracciabilità delle scelte gestionali. Il rafforzamento dei controlli non introduce nuovi obblighi sostanziali, ma rende più stringente la verifica del rispetto di quelli già esistenti.

Imprese sociali, dal 22 febbraio nuove regole sui controlli

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