Si partirà da metà aprile con le aziende medio-grandi, cioè con più di 50 dipendenti che diventeranno dei veri e propri centri vaccinali aperti al territorio.

Ad oggi sono oltre 7mila le aziende e 10mila gli esercizi commerciali che hanno dato disponibilità a partecipare alla campagna di vaccinazione, dislocati prevalentemente al nord (75%).

Il piano vaccinale entra dunque in una fase di svolta considerando che da aprile il problema dell’approvvigionamento potrà dirsi almeno in parte superato, dal momento che si prevede l’arrivo di oltre 50 milioni di dosi fra Pfizer-Biontech, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson, senza contare gli altri sieri in arrivo come CureVac e Novavax.

Dosi che potranno essere somministrate, appunto, anche in azienda.

A tornare sul punto sono stati i ministri della Salute Roberto Speranza e del Lavoro Andrea Orlando nel corso di un tavolo con le parti sociali dedicato ai protocolli di sicurezza. 

Si ipotizza che le aziende singole o raggruppate possano proporre ai servizi sanitari regionali un progetto di costituzione di un centro vaccinale dedicato ai loro dipendenti e al territorio entrando a far parte, al pari delle strutture sanitarie abilitate, della catena di somministrazione dei vaccini il cui approvvigionamento e distribuzioni resterà in ogni caso in mano alle regioni.

Restano tuttavia da sciogliere le riserve di alcuni imprenditori: secondo Confapi, infatti, che raccoglie 80mila fra piccole e medie imprese, i vaccini andrebbero riservati ai soli dipendenti.

 

Vaccinazioni in azienda: al via gli hub vaccinali territoriali
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