Nelle tabelle Eurostat sulle principali componenti del Pil, si legge che l’Italia nel 2020 ha perso oltre 39,2 miliardi di salari e stipendi con un calo del 7,47% rispetto al 2019, tornando a livelli inferiori addirittura al 2016, azzerando in un colpo solo la crescita registrata sui salari a partire dal 2015 con la decontribuzione sulle assunzioni introdotta dal governo Renzi.

La causa principale è da ricercare nei lunghi periodi di lockdown che hanno portato alla riduzione dell’occupazione e al massiccio uso della Cig, con i contributi sociali dei datori di lavoro scesi dai 194,2 miliardi del 2019 a 184 nel 2020 con una riduzione del 5,24%, a fronte del -1,37% della media europea.

Nello stesso periodo in Francia sono stati persi 32 miliardi con un -3,42% e in Germania appena 13 miliardi pari allo 0,87%. In Olanda si è registrato addirittura un aumento della massa salariale a prezzi correnti (+3,29%), mentre invece un calo paragonabile a quello italiano lo ha avuto la Spagna con 28,37 miliardi di stipendi in meno pari a un calo del 6,44% ma con una riduzione più sostanziosa dell’occupazione.

Eurostat: nel 2020 persi 40 miliardi di salari, Italia peggiore nell’Ue
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