Per le piccole e medie imprese del Sud Italia si prospetta un’interessante opportunità per sostenere la crescita interna e affrontare con successo la doppia sfida della digitalizzazione e della sostenibilità. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito un nuovo regime di aiuti a favore delle PMI con unità operative nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), mettendo a disposizione un contributo a fondo perduto fino a 42.000 € per progetti formativi mirati allo sviluppo di competenze specialistiche nei settori digitale e green.

Questa misura, finanziata con 50 milioni di euro nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027, nasce con l’obiettivo di rafforzare il capitale umano delle PMI, riconoscendo l’importanza di competenze aggiornate come leva fondamentale per competere sui mercati e rispondere alle esigenze della trasformazione tecnologica in corso.

Come funziona il contributo

La chiave di questa misura è il sostegno alla formazione specialistica dei dipendenti: a differenza di incentivi dedicati agli investimenti in macchinari o infrastrutture (come alcuni altri bandi attivi nel Sud), qui il focus è sulle persone e sulle loro abilità. Il contributo copre il 50 % dei costi ammissibili, fino a un massimo base di 30.000 € per impresa, con possibilità di estendere la copertura fino al 70 % e un massimale di 42.000 € nel caso di progetti integrati tra più imprese (massimo dieci imprese coinvolte nella stessa iniziativa).
I costi ammissibili vanno dai 10.000 ai 60.000 € e comprendono voci come le ore di formazione dei dipendenti, i compensi dei formatori, servizi di consulenza specialistica e costi di esercizio correlati alla realizzazione del percorso formativo.

È importante sottolineare che l’accesso a questi fondi non è automatico: le domande saranno valutate in base a criteri qualitativi e quantitativi, con punteggi assegnati secondo caratteristiche dell’impresa e del progetto — come il numero di dipendenti coinvolti, la varietà delle aree di formazione incluse e l’appartenenza a reti d’impresa — e saranno quindi inserite in una graduatoria decrescente.

La finestra temporale per la presentazione delle domande è fissata dal 12 marzo alle ore 12:00 al 14 maggio 2026 attraverso la piattaforma dedicata di Invitalia, con identificazione tramite SPID, CIE o CNS.

Tematiche e benefici per le PMI

I percorsi formativi sostenuti da questo fondo non possono riguardare la formazione obbligatoria per legge, ma devono concentrarsi su tematiche strategiche per la transizione digitale e verde. Tra le aree maggiormente valorizzate si trovano competenze su intelligenza artificiale, tecnologie digitali avanzate, cyber security, economia circolare, tecnologie pulite, smart manufacturing e gestione sostenibile delle risorse.

Investire in queste competenze aiuta le PMI non solo a rispondere a richieste di mercato più sofisticate, ma anche a migliorare l’efficienza interna, mettere in campo processi più sostenibili e prepararsi per ulteriori opportunità di innovazione. Competere in un contesto sempre più digitalizzato e con standard ambientali stringenti richiede infatti una visione delle risorse umane come driver di trasformazione e non solo come costi da gestire.

Perché questa misura è rilevante

Il fondo per competenze digitali e green si inserisce in un più ampio contesto di iniziative dedicate alla modernizzazione delle PMI del Sud, dove la capacità di colmare il divario di competenze costituisce un passaggio obbligato per partecipare attivamente alla transizione economica del Paese. Ad esempio, altri programmi con dotazioni finanziarie ampie, come il bando “Investimenti Sostenibili 4.0”, destinano risorse milionarie per sostenere investimenti tecnologici e sostenibili nelle PMI del Mezzogiorno, con contributi e finanziamenti agevolati in aiuto all’adozione di soluzioni innovative e all’efficienza energetica.

Queste iniziative, pur avendo modalità, criteri di accesso e obiettivi specifici diversi, sono collegate dalla stessa visione strategica: rafforzare il tessuto produttivo locale sostenendo sia l’adozione di tecnologie avanzate sia le competenze necessarie per mantenerle e migliorarle nel tempo.

Piano operativo per PMI (semplice e immediato)

Per sfruttare al meglio questo incentivo, le PMI del Sud dovrebbero seguire un percorso chiaro e organizzato:

  1. Analisi interna e definizione dei bisogni:
    Prima di tutto, mappare le competenze esistenti e identificare gap critici legati alla digitalizzazione (es. uso di tecnologie digitali evolute) e alla sostenibilità (es. economia circolare).
  2. Progettazione del percorso formativo:
    Scegliere partner formativi qualificati e costruire un piano dettagliato che includa obiettivi, moduli formativi, tempistiche e risultati attesi. Preparare con cura la documentazione tecnica che sarà oggetto di valutazione nella graduatoria.
  3. Costruzione della domanda:
    Inserire la candidatura sulla piattaforma Invitalia tra il 12 marzo e il 14 maggio 2026, allegando tutte le informazioni richieste (descrizione progetto, costi, modulistica societaria).
  4. Monitoraggio e gestioni amministrativa:
    Dopo l’invio, seguire lo stato della graduatoria e, in caso di esito positivo, organizzare l’erogazione effettiva della formazione e la rendicontazione delle ore svolte secondo le modalità semplificate previste.

Possibili criticità da considerare

  • Valutazione a graduatoria: la competizione non è favorevole solo perché si presenta per primi — la qualità progettuale gioca un ruolo decisivo, quindi non improvvisare.
  • Allineamento delle competenze con obiettivi aziendali: il percorso formativo deve essere coerente con un miglioramento tangibile delle attività aziendali, altrimenti rischia di essere penalizzato nella graduatoria.
  • Tempistiche strette: la preparazione della documentazione e la scelta dei formatori richiedono tempo e cura, quindi è utile iniziare la progettazione prima dell’apertura dello sportello.
Nuovo incentivo per PMI nel Sud: fino a 42.000 € per competenze digitali e green
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