Nel gennaio 2026 l’Italia ha compiuto un passo decisivo nel percorso della transizione energetica, recependo nel proprio ordinamento la Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili (RED III) attraverso il Decreto Legislativo 5/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio ed entrato in vigore il 4 febbraio 2026.

Questa direttiva, formalmente la EU 2023/2413, ha ridefinito gli obblighi nazionali sulle energie rinnovabili con obiettivi più ambiziosi rispetto al passato e nuovi criteri tecnici e applicativi che interessano in modo significativo il settore edilizio.

Nel cuore della RED III c’è l’intento di incrementare la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale dell’Unione, con target europei fissati almeno al 42,5 % entro il 2030, con un impegno volontario a raggiungere il 45 %.

Il cambiamento di paradigma imposto dal decreto è netto: l’edificio non è più visto unicamente come un elemento da efficientare, ma come attore partecipante all’approvvigionamento energetico nazionale.

In pratica, le nuove regole introducono soglie minime di energia da fonti rinnovabili (FER) da integrare negli edifici ogni volta che si realizzano nuove costruzioni o si interviene sugli impianti o sulle strutture esistenti:

  • Nuove costruzioni: le installazioni FER devono coprire una quota significativa dei consumi per acqua calda sanitaria, riscaldamento e climatizzazione.
  • Ristrutturazioni importanti di primo livello: soglie obbligatorie più elevate anche in questi casi.
  • Ristrutturazioni di secondo livello e rifacimento impianti: fino a quote minime obbligatorie, per la prima volta, anche per queste categorie di intervento.

Secondo alcune interpretazioni del settore, le percentuali richieste possono variare dal 15 % al 60 % in funzione della tipologia di intervento e delle prestazioni richieste, una novità che impone una riflessione su costi progettuali e di realizzazione.

Anche gli impianti termici devono essere ripensati in chiave rinnovabile in quanto non basta migliorare l’isolamento, bisogna integrare FER in modo coerente con il nuovo quadro normativo.

Una delle novità più rilevanti del decreto è l’approccio integrato fra efficienza energetica dell’involucro e obblighi di energia rinnovabile negli edifici.

Mentre per anni la normativa italiana aveva puntato in modo massiccio sull’isolamento e sulla prestazione energetica degli immobili, oggi i progettisti devono bilanciare efficienza e produzione o utilizzo di energia rinnovabile. Ciò comporta vantaggi ambientali, certo, ma anche sfide progettuali e di costo non trascurabili: secondo alcune analisi del settore, questi nuovi obblighi rischiano di rendere più onerosi e complessi gli interventi, specie quando gli spazi o le soluzioni tecnologiche disponibili sono limitate.

Per mitigare tali ostacoli, il legislatore ha ampliato la possibilità di deroga non solo nei casi di impossibilità tecnica ma anche dimostrando la non convenienza economica dell’integrazione FER, un elemento che darebbe maggiore flessibilità applicativa.

L’impatto pratico della RED III sugli edifici riguarda molte figure professionali: progettisti, installatori, costruttori e tecnici impiantistici dovranno aggiornare know-how e strumenti progettuali per soddisfare nuovi requisiti di progettazione energetica, di calcolo delle quote FER e di certificazione.

Inoltre, l’adeguamento normativo giunge in contemporanea con altri aggiornamenti, come i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, che dal 2 febbraio 2026 impongono criteri più rigorosi di sostenibilità negli appalti pubblici.

Il recepimento della RED III rappresenta senza dubbio un salto di qualità nella strategia energetica italiana ed europea: rende gli edifici parte attiva della transizione, promuovendo l’uso di rinnovabili e stimolando innovazione tecnologica e nuove filiere energetiche.

Tuttavia, la combinazione di obblighi FER più stringenti, maggiore complessità progettuale e l’incrocio con le normative su efficienza e sostenibilità può generare criticità operative, soprattutto per l’esistente e per i piccoli interventi di riqualificazione. La capacità di adeguarsi rapidamente, con strumenti di supporto e incentivi adeguati, sarà fondamentale per trasformare questi ostacoli in opportunità concrete di decarbonizzazione.

Transizione energetica: la RED III ridisegna gli obblighi per gli edifici
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