
Nel 2026 cambia il quadro normativo che disciplina il rating di legalità, uno strumento introdotto nel nostro ordinamento per promuovere e premiare comportamenti etici e trasparenti delle imprese italiane. A partire dal 16 marzo 2026 entra in vigore il nuovo Regolamento attuativo approvato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con la delibera n. 31812 del 27 gennaio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2026.
Il rating di legalità è un indicatore sintetico che attesta il rispetto da parte di un’impresa di elevati standard di legalità, correttezza gestionale e trasparenza nella conduzione degli affari. Nato nel 2012 in attuazione dell’art. 5-ter del decreto legge 1/2012, esso si affianca agli strumenti di compliance aziendale come leva per favorire condotte virtuose nel mercato, con effetti premiali soprattutto nell’accesso al credito e nei bandi pubblici.
Il regolamento aggiornato introduce alcune modifiche sostanziali rispetto alla disciplina precedente, con l’obiettivo di rendere lo strumento più efficace, conveniente e coerente con le esigenze contemporanee delle imprese e dei mercati:
- Durata più lunga del rating
La validità del rating di legalità, che prima era biennale, viene estesa a tre anni. Questo significa che l’impresa potrà beneficiare del riconoscimento per un periodo più lungo, riducendo oneri amministrativi e frequenza di rinnovo. - Punteggio premiale per continuità
Viene previsto un punteggio aggiuntivo per le imprese che, al momento della richiesta di rinnovo, risultano aver ottenuto il rating di legalità in modo continuativo per almeno tre cicli precedenti. Questo riconoscimento premia la stabilità etica e gestionale dell’impresa nel tempo, rafforzandone il profilo reputazionale. - Attestato anche in lingua inglese
Il documento che certifica il rating di legalità sarà rilasciato anche in lingua inglese, rendendo il riconoscimento più spendibile nei mercati internazionali e nella comunicazione verso partner esteri e investitori, facilitando l’internazionalizzazione delle imprese italiane. - Rafforzamento dei controlli e obblighi informativi
Il nuovo Regolamento prevede anche presidi più stringenti sulla qualità delle informazioni fornite dalle aziende e su eventuali violazioni degli obblighi informativi. Questo rafforza il ruolo dell’AGCM nel verificare la correttezza delle dichiarazioni e delle pratiche aziendali. - Nuovi moduli e procedure
A partire dal 16 marzo, le imprese dovranno presentare le domande di attribuzione o rinnovo utilizzando i nuovi formulari e modelli messi a disposizione dalla piattaforma WebRating e dal sito dell’AGCM nel relativo portale dedicato al rating di legalità.
Perché il rating di legalità è importante
Il rating di legalità non è solo un riconoscimento formale, ma rappresenta un fattore competitivo per le imprese che operano nel mercato italiano e internazionale. L’essere in possesso di questo attestato può portare a vantaggi significativi:
- Accesso facilitato ai finanziamenti pubblici: molte amministrazioni inseriscono il rating come criterio premiale nelle graduatorie dei bandi.
- Miglioramento delle condizioni di credito bancario: secondo la normativa vigente, le banche devono considerare il rating di legalità nelle valutazioni di affidamento e, in caso di rifiuto ingiustificato, sono tenute a motivare la decisione.
- Rafforzamento della reputazione aziendale, con impatto positivo sulla fiducia dei clienti, dei fornitori e degli investitori.
L’introduzione del nuovo Regolamento arriva dopo un percorso di consultazione pubblica con stakeholder e in considerazione dell’evoluzione della prassi applicativa e degli orientamenti giurisprudenziali. L’AGCM ha pubblicato anche una Guida dedicata alla lettura della nuova disciplina per agevolare le imprese nella transizione alle nuove regole operative.
La riforma del rating di legalità conferma l’impegno del sistema istituzionale italiano verso una cultura d’impresa basata sulla legalità, la trasparenza e l’etica professionale. Estendendo la validità del rating e rendendolo più fruibile anche all’estero, il nuovo Regolamento punta a valorizzare quelle imprese che non solo rispettano le regole, ma fanno della compliance e della responsabilità un elemento distintivo della propria strategia aziendale.
