Per ogni impresa che nel 2025 ha operato ritenute fiscali su compensi a dipendenti, collaboratori o altri percipienti, il Modello 770/2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più rilevanti dell’anno fiscale 2026. Si tratta di una dichiarazione annuale obbligatoria, da trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate, che riepiloga tutte le ritenute operate, i versamenti effettuati e i crediti d’imposta utilizzati nel corso dell’anno d’imposta.

Perché è importante per la tua impresa

Il Modello 770 non è una mera formalità: serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati fiscali fondamentali relativi a dipendenti, collaboratori e altri percipienti, nonché a ricondurre tutte le ritenute operate e i versamenti effettuati in sede di F24. La completezza e la coerenza di questa dichiarazione con altri documenti fiscali (come la Certificazione Unica – CU 2026 e le dichiarazioni Redditi) è essenziale per evitare richiami o contestazioni.

Chi deve presentarlo

Sono obbligati a presentare il Modello 770/2026 tutti i sostituti d’imposta che nel 2025 hanno operato ritenute alla fonte, cioè:

  • imprese con dipendenti che hanno trattenuto e versato IRPEF;
  • imprese o professionisti che hanno pagato compensi soggetti a ritenuta ai collaboratori o a terzi;
  • soggetti che hanno versato ritenute su dividendi, interessi o altri proventi.

In pratica, se la tua impresa ha effettuato trattenute e le ha versate all’Erario, molto probabilmente sei tenuto alla presentazione del modello.

Scadenze da ricordare

Per il 2026 la scadenza ordinaria per trasmettere il Modello 770 è fissata al 31 ottobre 2026 (o, in alcune comunicazioni di prassi anche al 2 novembre 2026, per effetto della calendarizzazione delle scadenze). L’invio è esclusivamente telematico tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate.

In caso di ritardo, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso con sanzioni ridotte, ma è sempre meglio organizzare per tempo la documentazione per evitare costi aggiuntivi.

Novità nel 770/2026

Rispetto agli anni precedenti, il modello aggiornato a 2026 (per i dati 2025) presenta alcune novità:

  • È stato approvato ufficialmente con provvedimento del 27 febbraio 2026, comprensivo delle istruzioni di compilazione e specifiche tecniche per l’invio telematico.
  • Nel quadro SX sono stati introdotti nuovi campi per indicare crediti e somme che non concorrono alla formazione del reddito, riflettendo maggiori esigenze di dettaglio nell’informativa fiscale.
  • Le istruzioni confermano che il 770 deve essere coerente con la Certificazione Unica (CU) e con le dichiarazioni Redditi per evitare incongruenze, che spesso generano controlli e richieste di chiarimento da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Una novità di rilievo (già prevista in prassi dal 2025) consente, in via facoltativa e sperimentale per i soggetti molto piccoli (con non più di 5 dipendenti), di trasmettere i dati delle ritenute e trattenute direttamente in occasione dei versamenti mensili tramite modello F24, evitando l’obbligo della dichiarazione annuale dedicata. Questa possibilità è utile per semplificare gli adempimenti di microimprese e piccole realtà, ma richiede precisione nella gestione dei codici tributo e nei dati trasmessi.

Per un’impresa, gestire correttamente il Modello 770 significa:

  • Verificare che i dati delle ritenute e dei versamenti mensili siano allineati con i dati della Certificazione Unica e delle dichiarazioni dei redditi.
  • Avviare per tempo la raccolta delle informazioni relative ai percipienti, codici tributo e periodi di riferimento.
  • Considerare l’uso di un software gestionale fiscale o l’assistenza di un professionista per ridurre il margine di errore.
Modello 770/2026: cosa cambia, scadenze e preparazione

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