
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha avviato una nuova iniziativa nell’ambito del PNRR per incentivare la diffusione di pratiche ecologiche legate alla produzione di biometano. Con il Decreto Direttoriale n. 235 del 21 luglio 2025 è stato infatti pubblicato l’Avviso pubblico relativo alla misura “Pratiche Ecologiche”, che fa parte della Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4 del Piano. L’obiettivo è chiaro: promuovere un’agricoltura più sostenibile e circolare, capace di ridurre l’impatto ambientale e di valorizzare il ruolo delle energie rinnovabili.
Il bando mette a disposizione 193 milioni di euro, destinati a progetti che migliorino l’efficienza ambientale del settore agricolo, con un focus particolare sulla produzione di biogas e biometano. Le linee di intervento previste sono tre.
La prima riguarda le pratiche agro-ecologiche: vengono promossi sistemi di lavorazione del suolo meno invasivi e tecnologie a basse emissioni per la distribuzione del digestato. L’obiettivo è ridurre l’uso di fertilizzanti chimici e favorire il ritorno della sostanza organica nei terreni agricoli. Inoltre, il bando incoraggia la creazione di poli consortili per il trattamento centralizzato del digestato, da destinare alla produzione di fertilizzanti organici.
La seconda linea è rivolta alla sostituzione dei trattori: le imprese agricole potranno sostituire i mezzi più vecchi e inquinanti con trattori moderni, efficienti, dotati di tecnologie per l’agricoltura di precisione e alimentati esclusivamente a biometano conforme agli standard europei. Una misura che punta a ridurre in modo significativo le emissioni in atmosfera.
Infine, è previsto il sostegno per l’efficientamento degli impianti di biogas già esistenti, privilegiando quelli che non hanno già beneficiato di incentivi per la riconversione al biometano.
Le domande potranno essere presentate online attraverso la piattaforma del GSE a partire dalle ore 12:00 del 27 agosto 2025 e fino alle ore 12:00 del 26 settembre 2025. Potranno partecipare imprenditori agricoli, società agricole, cooperative, consorzi e anche raggruppamenti temporanei d’impresa (RTI), purché rispettino i requisiti previsti per le PMI e operino principalmente nel settore primario.
Il contributo sarà concesso sotto forma di fondo perduto, coprendo fino al 65% delle spese ammissibili e con un limite massimo di 600.000 euro per impresa e progetto.
Questa misura si inserisce nel più ampio quadro della Missione 2 del PNRR – Rivoluzione verde e transizione ecologica, contribuendo a diffondere pratiche agricole innovative e meno impattanti, a rafforzare l’uso delle fonti rinnovabili e a sostenere la transizione energetica del Paese.
