
Dal 13 dicembre 2025 è ufficialmente in vigore il Decreto Legislativo 4 dicembre 2025, n. 186, pubblicato in Gazzetta Ufficiale con l’intento di aggiornare e armonizzare più ambiti fiscali rilevanti per associazioni non profit, enti del Terzo settore, sport dilettantistico e imprese in crisi. Questo intervento normativo si inserisce nel più ampio processo di riforma fiscale avviato con la legge delega del 2023 e rappresenta un passo significativo per semplificare, rendere più coerente e modernizzare il quadro tributario italiano.
Una delle novità di maggiore impatto riguarda il Terzo settore. Con l’introduzione di un nuovo articolo nel Codice del Terzo settore (CTS), gli enti di questo comparto possono gestire con maggiore certezza fiscale il passaggio di beni da attività commerciale a non commerciale, evitando che le plusvalenze derivanti da tali passaggi concorrano a formare il reddito imponibile purché i beni continuino ad essere usati per finalità statutarie di utilità sociale. Questa misura dà stabilità operativa agli enti e riduce oneri contabili non necessari.
Sul fronte dell’IVA, il decreto interviene su più fronti. In primo luogo, è stata prorogata fino al 1° gennaio 2036 l’applicazione del regime di esclusione dall’imposta per gli enti associativi che erogano prestazioni ai propri soci o tesserati, evitando così che molti di essi si trovino soggetti a nuovi adempimenti contabili e fiscali onerosi senza una chiara preparazione pratica.
Allo stesso tempo, vengono riordinate alcune esenzioni IVA storiche, con l’obiettivo di allineare la disciplina interna alle normative europee e rendere più chiari i criteri di applicazione per prestazioni di natura educativa, socio-sanitaria e assistenziale. Il decreto estende anche l’aliquota ridotta al 5% ad una più ampia categoria di imprese sociali, affiancando alle cooperative sociali anche altre forme di imprese costituite secondo il Codice civile che perseguono finalità di utilità sociale.
Per quanto riguarda lo sport dilettantistico, il legislatore ha introdotto modifiche importanti al regime fiscale previsto dalla legge n. 398/1991. Il perimetro delle associazioni sportive dilettantistiche che possono beneficiare del regime agevolato viene allargato, mentre il limite di ricavi per accedere alle agevolazioni è stato aggiornato, portando maggiore respiro agli enti sportivi che operano con volontariato e finalità non lucrative.
Un altro pilastro della riforma è rappresentato dalle disposizioni in materia di crisi d’impresa. Qui si interviene sulla disciplina fiscale delle sopravvenienze attive derivanti dalla riduzione dei debiti nei processi di risanamento. La nuova norma amplia l’ambito in cui tali sopravvenienze non concorrono a formare il reddito imponibile, estendendo l’interpretazione a una più ampia gamma di procedure concorsuali e di ristrutturazione, come concordati minori, liquidazioni giudiziali o piani semplificati. Questo approccio mira a non penalizzare fiscalmente le imprese che stanno cercando di ristrutturarsi e riprendere attività economica in continuità.
Nel complesso, il decreto legislativo n. 186/2025 rappresenta un intervento articolato che non solo aggiorna norme fiscali esistenti ma cerca di mettere ordine in un settore da tempo caratterizzato da incertezze applicative. Proroghe, semplificazioni e maggiore coordinamento tra norme tributarie e disciplina del Terzo settore dovrebbero consentire a enti non profit, associazioni sportive e imprese in ristrutturazione di pianificare con maggiore chiarezza e stabilità il proprio futuro operativo.
Per molte organizzazioni, queste novità richiedono un immediato aggiornamento dei sistemi gestionali, contabili e di compliance, ma offrono anche l’opportunità di semplificare le procedure e ridurre costi di compliance. Nel lungo periodo l’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di rafforzare il tessuto economico e sociale italiano, offrendo regole più coerenti, trasparenti e sostenibili per tutte le categorie interessate.
