Il gas balza del 27% in un solo giorno, l’elettricità tocca nuovi massimi di periodo. Per le PMI italiane l’aggravio si misura ormai in migliaia di euro al mese. Il governo studia misure di emergenza, ma i tempi restano incerti.

 

Gas PSV (4 mar 2026)

0,59 €/Smc — +27,25% in un giorno, +61% rispetto a fine febbraio

Gas TTF Amsterdam

Oltre 49 €/MWh — +41% rispetto ai livelli pre-conflitto

Energia elettrica PUN

0,326 €/kWh oggi — media marzo a 0,287 €/kWh

Petrolio Brent

Oltre 81 $/barile — +13% in cinque giorni

Benzina self service

Oltre 1,7 €/litro — massimi da inizio 2024

Gasolio self service

Oltre 1,8 €/litro

Differenziale TTF-PSV

5-6 €/MWh — incide tra il 10% e il 20% del prezzo finale

Aggravio stimato PMI

Fino a 6.000 € per trimestre di bollette

Un giovedì da record per il mercato del gas

Ieri, 4 marzo 2026, il mercato del gas naturale italiano ha registrato uno dei movimenti giornalieri più bruschi degli ultimi mesi. L’indice PSV — il punto di scambio virtuale che determina il prezzo del gas all’ingrosso sul mercato italiano — ha chiuso la seduta a 0,59 euro per standard metro cubo, segnando un balzo del 27,25% rispetto alla seduta precedente. Un movimento di questa entità in una sola giornata non si vedeva dai picchi della crisi energetica del 2022.

A pesare sul mercato è la combinazione di due fattori che si alimentano a vicenda: la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, che blocca una quota rilevante dei flussi mondiali di gas naturale liquefatto, e la riduzione degli stoccaggi europei dopo un inverno più lungo del previsto. I serbatoi italiani si trovano oggi a livelli inferiori alla media stagionale, il che aumenta la dipendenza dalle forniture spot — le più esposte alla volatilità dei mercati internazionali.

Sul fronte dell’elettricità, il PUN — il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica — ha raggiunto oggi 0,326 euro per kilowattora, con una media di periodo per il mese di marzo che si assesta già a 0,287 euro. Per le PMI con contratti a prezzo variabile indicizzato al mercato, ogni variazione dell’indice si trasmette pressoché in tempo reale sulla bolletta del mese successivo.

«Il PSV ha segnato +27% in un solo giorno. Per le PMI con contratti variabili, il conto arriva senza preavviso.»

Il differenziale TTF-PSV: un costo nascosto che pesa il 10-20%

C’è una componente del prezzo del gas che raramente compare nei comunicati istituzionali ma che incide in modo significativo sulle bollette delle imprese italiane: il differenziale tra il TTF — l’indice di riferimento europeo quotato ad Amsterdam — e il PSV italiano. In teoria, questa differenza dovrebbe riflettere i costi di trasporto del gas dall’hub olandese fino ai terminali italiani, e dovrebbe attestarsi intorno ai 3 euro per megawattora.

Nelle ultime settimane, complice la pressione geopolitica e l’aumento della domanda di gas liquefatto sui mercati asiatici, questo differenziale ha superato stabilmente i 5-6 euro, arrivando in alcune sedute a pesare tra il 10 e il 20 per cento del prezzo totale del gas pagato dalle imprese italiane. Un onere aggiuntivo, silenzioso ma costante, che si somma al rialzo della materia prima e che colpisce in modo particolare le imprese energivore.

Il governo ha messo allo studio una misura specifica per sterilizzare questo differenziale: un meccanismo che impedisca allo spread TTF-PSV di superare una soglia massima predefinita, alleggerendo di conseguenza le bollette delle imprese. La misura è in fase di valutazione tecnica, ma non è ancora stata formalizzata in un provvedimento.

«Lo spread TTF-PSV vale oggi 5-6 €/MWh. Nelle ultime settimane ha inciso fino al 20% del prezzo finale del gas pagato dalle imprese italiane.»

Le misure di emergenza: cosa è sul tavolo

Il governo sta lavorando su un pacchetto di misure per contenere l’impatto del rincaro energetico su famiglie e imprese. Al momento nessun provvedimento definitivo è stato approvato, ma le linee di intervento che circolano nelle interlocuzioni tecniche disegnano un quadro in quattro parti.

La prima misura è la sospensione delle bollette per le utenze maggiormente colpite. Il meccanismo allo studio prevede che i titolari di utenze — incluse le imprese — possano richiedere al proprio fornitore la sospensione del pagamento delle bollette entro il 30 aprile 2026, con successiva rateizzazione degli importi sospesi su un minimo di 12 mesi senza interessi. Una misura di liquidità immediata, non una riduzione del costo, ma in un momento in cui la cassa è sotto pressione può fare la differenza tra restare aperti e chiudere.

La seconda misura è la sterilizzazione del differenziale TTF-PSV, già descritta in precedenza, che ridurrebbe strutturalmente una delle componenti di costo più penalizzanti per le imprese italiane rispetto alla media europea.

La terza misura è lo spostamento di alcuni oneri di sistema attualmente gravanti sulla bolletta del gas verso la bolletta elettrica, finanziato in parte attraverso la vendita di riserve strategiche di gas a prezzi calmierati — con una quota specifica destinata alle piccole e medie imprese.

La quarta è il cosiddetto disaccoppiamento: l’estensione della piattaforma per i contratti di lungo termine a prezzo predefinito tra produttori di energia rinnovabile e PMI, con una garanzia pubblica che faciliti l’incontro tra domanda e offerta. In un contesto di forte crescita delle rinnovabili, soprattutto nel Mezzogiorno, lo strumento può generare benefici concreti per le imprese che vi aderiscono, fissando un prezzo dell’energia indipendente dalle oscillazioni del mercato spot.

«Sospensione bollette, tetto allo spread TTF-PSV, gas a prezzo calmierato per le PMI: le misure sono sul tavolo. Ma nessuna è ancora legge.»

Cosa può fare un’impresa adesso, oggi

Nell’attesa che le misure governative si concretizzino, le imprese che vogliono ridurre la propria esposizione al rischio energetico nei prossimi mesi hanno alcune leve operative a disposizione, da attivare nelle prossime settimane.

Chi ha contratti a prezzo variabile dovrebbe valutare con urgenza il passaggio a un contratto a prezzo fisso. Con il PSV che ha già superato 0,59 euro per standard metro cubo, le offerte a prezzo fisso sono oggi strutturalmente più convenienti rispetto ai contratti indicizzati. Bloccare il prezzo adesso significa accettare un costo più alto della media degli ultimi mesi, ma proteggersi da ulteriori rialzi che i mercati non escludono.

Chi sta per rinnovare un contratto a scadenza dovrebbe anticipare la negoziazione. Ogni settimana di ritardo in un mercato in rialzo significa condizioni di rinnovo più onerose. Il momento migliore per negoziare un contratto energetico non è quando il prezzo è già salito: è appena prima che salga ulteriormente.

Infine, chi intende accedere alla sospensione delle bollette — quando il provvedimento sarà definitivo — deve prepararsi per tempo: raccogliere la documentazione necessaria, verificare i requisiti di accesso e presentare la richiesta entro la scadenza del 30 aprile. Le misure emergenziali hanno sempre finestre temporali ristrette: chi arriva impreparato le perde.

AsNALI continua a monitorare l’evoluzione del quadro normativo ed energetico e resta a disposizione degli associati per aggiornamenti operativi e supporto nella valutazione delle opzioni disponibili.

Bollette ancora su. Le piccole imprese pagano il conto della guerra.
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